Il referendum, la critica alla politica e i 7.000 portoghesi del treno Bergamo-Milano

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Foto: La stazione ferroviaria di Bergamo

In soli 12 giorni 7.000 viaggiatori non pagano il biglietto

7.000 viaggiatori senza biglietto in soli dodici giorni, 583 al giorno. Questo sulla tratta Bergamo-Milano. Abbiamo letto la notizia sull’Eco di Bergamo di martedì 29 novembre. Ci si può consolare con un’altra cifra: i “portoghesi” che non pagano il biglietto sono soltanto il 4 per cento del totale. Ma è una consolazione magra, perché il lettore medio si può consolare certo con il 4 per cento ma non può dimenticare il peso dei 7.000.

È possibile fare un po’ di morale su queste cifre? L’opinione corrente ritiene la cosa poco elegante, ma noi vorremo tentare comunque. Quelle cifre sono un piccolo evento che cade in un periodo di grandi passioni politiche, alla vigilia del referendum costituzionale. In fondo uno potrebbe dire: che cosa c’entrano i 7000 portoghesi della tratta Bergamo-Milano con i milioni di elettori, la Costituzione, i migranti, l’Europa, gli USA e il resto? Una impercettibile gocciolina nell’oceano. Eppure anche la gocciolina può dire qualcosa dell’oceano.

Non basta criticare la cattiva politica per essere buoni cittadini

In questi giorni di grande passione sono tornate di moda le aspre critiche alla “casta”, i politici e la politica. Ma con quelle critiche sono venute alla luce anche alcune distorsioni. Una soprattutto. Più si critica la politica e più ci si convince che tutto il male sta da quella parte, la politica, appunto, e tutto il bene, invece, sta da questa parte, i poveri bistrattati cittadini. Non solo tutto il bene sta qui e tutto il male sta là, ma basta criticare i “cattivi” che stanno là per sentirsi buoni qui.

Ora, i 7000 portoghesi della tratta Bergamo-Milano ci dicono che i cattivi cittadini non sono soltanto quelli che siedono in Parlamento o nelle segreterie dei partiti, ma anche sul treno dei pendolari. Il mondo, tutto il mondo, è pieno di furbi.

La cattiva politica forse è figlia della cattiva cittadinanza

Ciascuno può spiegare il fatto con gli argomenti che vuole. È possibile anche sostenere che il male che sta in alto è caduto in basso, che la cattiva cittadinanza è figlia del cattivo esempio della politica. Ma i 7000 portoghesi ci costringono a sospettare che possa essere vero il contrario: che la cattiva politica è (anche) figlia della cattiva cittadinanza.

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2 commenti

  1. Direi proprio che non è solo un sospetto ma è un perfetto automatismo… se ai politici diciamo che siamo poco interessati “al bene comune” ma che preferiamo che ci garantiscano i nostri consolidati privilegi……. l’affare è fatto : loro sono ben felici di accontentarci e nello stesso tempo si sentono autorizzati a garantirsi i loro… di priviligi si intende.

  2. silvana messori on

    La rappresentatività Politica non è la causa ma il male derivato da una società alla deriva, (come un cane che si morde la coda, in circolo vizioso) basato sull’egoismo, al menefreghismo del cittadino, di ogni singolo cittadino che, ricevuto in sede di “diritto” dei “privilegi” su basi di redistribuzione ne ha abusato senza nessuna remora con comportamento disonesto. Io colpevolizzo i Politici storici per intenderci,…quelli che considerano la Politica con la P maiuscola, un servizio reso ai cittadini e non un qualsiasi posto di lavoro, di carriera per non dire altro(è diventato altro) , nei termini di “non denuncia” di comportamenti illeciti, rendendosi “complici” di un sistema. Ora ci si arrampica sui vetri… perché l’olio si è mescolato con l’acqua e.. chi se ne intende … qualche piccolo intervento non basterà, perché è necessario “buttare” tutto il contenuto dell’otre, per poterlo ripulire e di nuovo riempirlo con acqua limpida e fresca. Morale: ma ognuno di noi, soprattutto credenti, che si prostrano davanti ad un dio denaro, non hanno nessun rigurgito di coscienza? ho paura di no!.. si fa prima a dare colpe agli altri… dicendo.. se loro ci hanno insegnato.. noi perché dovremmo non fare la stessa cosa? … Anche la Chiesa ha le sue responsabilità… ma, prima o poi… l’olio sale in superficie e qualcuno si porrà la domanda di dove andare?

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