Renzi, unico colpevole. Troppo semplice per essere vero

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Tutti o quasi tutti gli organi di informazione dicono che la clamorosa bocciatura di Renzi sia soprattutto colpa sua. Ha personalizzato il referendum e gli elettori, più che votare per le riforme costituzionali, hanno votato contro Renzi e il suo governo. E hanno vinto e Renzi ha dovuto andarsene.

Una verità eccessivamente vera

La spiegazione è logica. Forse troppo logica e, come tutte le verità eccessivamente vere, anche questa è un po’ falsa. Dietro la spiegazione, infatti,  gioca un meccanismo che è presente dappertutto: quello del capro espiatorio. Si deve trovare il responsabile e niente è più facile che trovarne uno solo con il quale spiegare tutto. Dunque Renzi ha personalizzato il referendum, ha trasformato il voto sulle modifiche alla Costituzione in un colossale sì e no a lui e al suo governo. E ha perso. E chi è causa del sua mal pianga se stesso. Amen. Tutto chiaro. Troppo, appunto, per essere vero.

La politicizzazione è un male del sistema, non di Renzi

Proviamo a immaginare un Renzi preveggente che non politicizza nulla, che dice: votiamo solo per la riforma della Costituzione. Il mio governo non è in gioco. Che cosa avrebbe detto Salvini? Che cosa avrebbero detto Grillo e i suoi ragazzotti? E Berlusconi? Tutti i vincitori del no – o quasi tutti – avevano altre ragioni ben più importanti per loro rispetto alla riforma della Costituzione: per rientrare in gioco – vedi Berlusconi – o per portarlo a termine – vedi Salvini e Grillo – dovevano far fuori Renzi. E dunque se Renzi non avesse politicizzato l’evento, l’avrebbero politicizzato gli atri.

Niente di nuovo sotto il sole, neanche stavolta. E tutto diventa utile per i propri interessi, anche la difesa della Costituzione.

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1 commento

  1. silvana messori on

    Purtroppo, salvo qualche Costituzionalista onesto intellettualmente, non c’è niente di più vero… che la verità negata! Abbiamo voluto giocare? questo è il risultato! oggi ho commentato in modo ampio su giornale locale, quello che a mio avviso è stato quel voto del no, come un voto di protesta verso un sistema e tutti coloro che ne fanno parte e che ad oggi, come diceva mia sorella da almeno 20 anni, ma io non capivo: non hanno risolto niente!… forse ci si sperava… ma quello che più risaltava, era un sistema che ha fatto entrare corruzioni, anziché soluzioni, complicazioni anziché semplificazioni.. e perché? I privilegi che da moltissimi, sono diventati di pochissimi e sempre a favore degli stessi!… naturalmente anche il sistema su cui è stata basata l’immigrazione non fa che ingrassare le solite organizzazioni approfittatrici di guadagno sulle povertà e stati di necessità altrui, sia esso migrante che italiano bistrattato in ogni dignità. Non si è risolto niente, dando le responsabilità, anche ad un’Europa, che ci ha visti nello stesso sistema di esclusione prima verso coloro che arrivano alle frontiere, per poi metterci(Italia) alla frontiera! Spero che l’odio e la rabbia con cui si è andato a votare, per il “contro”, non si realizzi come un vero e proprio boomerang proprio verso coloro che desideravano con il no un segno in cambiamento… speriamo….

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