Battesimo di Gesù. Il figlio dell’uomo si mischia con i peccatori

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Immagine: Borlone Giacomo (1470), Battesimo di Cristo, Chiesa di San Bernardino, Clusone

“In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: ‘Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?’. Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare” (Vedi Vangelo di Matteo 3, 13-17).

Per leggere i testi di domenica 8 gennaio, prima domenica del Tempo Ordinario, Battesimo di Gesù, clicca qui.

Deserto e acqua

Gesù si reca dunque sulle rive del Giordano. È, insieme, deserto e acqua, quella del Mar Morto e quella del Giordano. Lì esiste un convento, quello degli Esseni (quelli che ci hanno lasciato uno straordinario ricordo di sé nei famosi “rotoli del Mar Morto”, recentemente scoperti). E lì esistono dei gruppi di “battezzatori” che invitano tutti a convertirsi, a cambiare vita, ma senza i rigorosi itinerari previsti dagli Esseni. Come conferma della buona volontà di cambiare, si limitano a chiedere un gesto simbolico, un rito: il bagno nel Giordano, come a voler dire che bisogna lavarsi, purificarsi, cambiare vita, appunto.

Matteo racconta che anche Gesù si fa battezzare ma sente la necessità di chiarire che Gesù non è un peccatore come gli altri e riferisce di una discussione tra lui e Giovanni. Gesù, l’innocente, non ha bisogno del battesimo, dice Giovanni. E invece “conviene” ricevere il battesimo, risponde Gesù. Se Gesù non si “mischiasse” con i peccatori, infatti, e non condividesse la loro umanità, questi non potrebbero sperare di uscire dal loro peccato e lui, Gesù, non sarebbe l’Emmanuele, il Dio-con-noi.

Il cielo si apre

Dunque Gesù entra nell’acqua e il cielo si apre. Di nuovo e Dio parla. All’interno dell’umanità Dio trova un interlocutore con il quale egli parla a cuore aperto: è il figlio prediletto.

E, mentre si ode la parola che viene dal cielo, appare anche la colomba, la quale richiama, con tutta probabilità, lo spirito di Dio che aleggiava sulle acque, all’inizio della creazione. Dunque, al momento del battesimo, con la vita di Gesù che si apre a tutti gli uomini, è come se il mondo ricominciasse da capo, è come se esso venisse ri-creato.

Dall’oro all’acqua

È il battesimo di Gesù. Diventa protagonista l’acqua. Mentre si stanno spegnendo le luci natalizie, ci ricordiamo che anche il Natale aveva avuto una sua piccola liturgia: quella dei magi che avevano presentato i loro preziosi doni al bambino e lo avevano adorato. Il rito del battesimo appare appena dopo il Natale, e l’acqua prende il posto dell’oro, dell’incenso e della mirra. Il rito nuovo, quello del Figlio amato da Dio, nasce dall’umile “sorella acqua”. E quindi ci dice che il Figlio amato, mischiatosi con i peccatori, è davvero figlio di questa terra. È nato per noi, si mette al nostro fianco, cammina con noi peccatori. È già in qualche modo scritto in questo rito che il figlio dell’uomo è venuto per dare la vita per noi.

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