Cala il sipario sul Festival. Gabbani a sorpresa batte Fiorella Mannoia, terzo Meta

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Le luci balenanti e psichedeliche del Teatro Ariston si sono spente. La 67esima edizione del Festival della canzone italiana è stata vinta da Francesco Gabbani con “Occidentaliʼs Karma”. Il brano più ascoltato e scaricato sul web ha conquistato il pubblico e il Premio Tim.

Al secondo posto si è piazzata Fiorella Mannoia con “Che sia benedetta”, canzone che ha ricevuto due riconoscimenti: miglior testo e Premio della sala stampa radio&tv “Lucio Dalla”.  Al terzo posto si è classificato Ermal Meta con “Vietato morire” al quale è andato anche il Premio della critica “Mia Martini”.

L’astronave canora ha chiuso le finestre social dopo aver compiuto la sua missione salvifica: riportare gli esseri umani alla loro consapevolezza.

A ricordarcelo è stato Francesco Gabbani, già vincitore di Sanremo 2016 nella sezione Nuove Proposte con “Amen”. Al Festival 2017 il cantante, in gara tra i Big ha interpretato “Occidentaliʼs Karma” mascherato da scimmione, imitando la “scimmia nuda balla” protagonista della sua canzone. La sua performance ha offerto un saggio sulle mode orientali e momenti di meditazione che evocano l’irrazionale pensante delle nostre densità fisiche mosso e guidato dall’istinto animalesco. Gabbani ha ballato sul palco dell’Ariston interpretando ironicamente una citazione di Desmond Morris tratta dal libro “La scimmia nuda” sottolineando scherzosamente la leggerezza del costume italiano e occidentale nei confronti di una filosofia che va rispettata e coltivata dai suoi cultori ma che in sostanza, al giorno d’oggi, si rivela come una parentesi alternativa e di passaggio. Siamo esseri pensanti che cercano una spiritualità celata negli animi, un confrontarsi per conoscerci e rispettarci.

Il messaggio nascosto fra le note è dunque chiaro: la presa di coscienza, ribadita anche dal messaggero Fiorella Mannoia  altro non è che un inno alla vita, nonostante tutto. Amare la vita, amarsi. E’ una benedizione, un dono che abbiamo forse tralasciato per spostare l’attenzione sull’ego.   In questo clima spirituale un esempio recente è arrivato con la pellicola “Arrival” il film di fantascienza che ricorda a noi esseri senzienti di salvaguardare e coltivare l’umanità che c’è in ognuno di noi. Un parallelismo che scivola in questo clima spirituale fatto di accordi e risonanze che ci invitano a riflettere sul dono della vita, a chiederci se oggi siamo preparati a riscoprire il suo meraviglioso valore. Fino a quando la violenza dimorerà nelle nostre case e nei rapporti quotidiani suggerisce Ermal Meta in “Vietato morire” non ci sarà luce per ravvivare questo regalo innato. Ma l’astronave di Sanremo 2017 è partita lasciando dietro di sé una scia di luce. La sua missione si è conclusa. Ora spetta a noi eseguire il compito di reagire per cambiare le cose, la realtà. Cominciamo a cantare. “Brindo alla vita” cantava Pavarotti. Zucchero “Sugar” Fornaciari lo sapeva bene quando scrisse la canzone “Miserere” che ha riproposto ieri sera sul palco dell’Ariston infiammando lo show in un duetto virtuale con Pavarotti. Si va avanti, nonostante tutto. Sì, bisogna ritornare a cantare come si faceva una volta, a cantare la vita. Sarà un piccolo passo che allieterà il cuore. Il resto, si vedrà.

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