Quando i bimbi ti spiazzano. La pappa sparsa nel piatto diventa un’opera d’arte. E la mamma ritrova lo stupore

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C’erano una volta i muri bianchi. Ora, in casa mia, tutte le pareti sono colorate. Non se ne salva manco una, se guardi bene scopri che ovunque è giunta la mano ferma e decisa di una bambina che ha deciso di rendere tutto più bello in base al proprio personalissimo gusto. Alice, con la sua arte, ha saputo spiazzarmi sin da quando era piccolissima.

Un giorno l’avevo messa nel suo nuovo seggiolone, era piccola piccola, iniziava a mangiare da sola, con le mani, sporcando ogni cosa. Non mi ero accorta che accanto a lei c’era un pennarello, dimenticato dal fratello sul tavolo. Mi sono girata per prenderle da bere e quando sono arrivata da lei nel piatto la pappa non c’era più. Era sui vestiti, sulle sedie, per terra. Nel piatto c’era un’opera d’arte. Spirali, linee, puntini, pappa ricamata.

Sfido qualsiasi mamma a mantenere la calma e la lucidità, a resistere alla tentazione di urlare e di sgridare quell’esserino indisciplinato capace in un attimo di far danno. Ma proprio mentre stavo per dare in escandescenza lei mi ha guardata. Ha sorriso soddisfatta, mi ha fatto capire coi suoi versetti che era felicissima del suo disegno. Bello, più bello di quelli del fratello più grande. Mi sono sciolta e ho imparato a guardare le cose da una prospettiva diversa.

Ma sì, chissenefrega se anche hai perso la mattinata a cucinarle una pappa buona e sana che lei ha buttato in terra. Cavoli, è davvero un prodigio dell’arte, non sa ancora parlare, camminare, mangiare, e già tiene il pennarello in mano meglio di me. Ecco, quello è stato il momento in cui Alice mi ha spiazzata e ha vinto. Ha vinto, perchè la sua passione si è scatenata, perchè io mi sono ritrovata a dover combattere ogni giorno tra la necessità di darle regole e il senso di colpa nel tarparle le ali ogni volta che la sgrido. Alice non vuole fogli, dipinge sul tavolo, nelle tazzine, sui cucchiaini, sui muri, sugli armadi. Dipinge le proprie mani, i vestiti che indossa, i capelli, la frutta. Lo fa anche con l’immaginazione, se il colore non c’è, con il dito che scorre sul mio viso, con il legnetto che lascia il segno nella terra. Non so da dove le vengano certe idee. Nessuno, in famiglia, lo fa. Suo fratello non si è mai sognato di pitturare su ogni superficie. Lei invece non ha limiti mentali, esplora soluzioni inimmaginabili, sperimenta consistenze e combinazioni.

Ora ha due anni. Ci siamo ripromessi di ridipingere casa a breve, ma magari lasciamo passare ancora un annetto, in modo che capisca ben bene che, se anche per malaugurato caso trova un pennarello in giro abbandonato, le pareti non vanno toccate. Disegnare è sempre la sua grande passione. Ma ha imparato a spiazzarmi anche in tanti altri modi. Credo sia una dote che magicamente si acquista diventando madri: si impara a guardare le cose da prospettive inimmaginate. Si riscopre il mondo con gli occhi di un bambino, si cancellano barriere, si ritrova ciò che poi spesso con la vita si perde. Lo stupore. La sorpresa, l’entusiasmo. Grazie Alice. Rendi le mie giornate stressanti, allucinanti, infinite. E bellissime.

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