«Storie fragili di donne forti» alla veglia delle Palme per la Giornata Mondiale della Gioventù

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«Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente. Storie fragili di donne forti». E’ declinato al femminile, quest’anno, il tema della veglia delle Palme proposta dall’Ufficio per la pastorale dell’età evolutiva per  la XXXIII Giornata Mondiale della Gioventù. Una serata di ascolto, cammino e preghiera. L’appuntamento è fissato per l’8 aprile alle 20,30.
«Il versetto del Vangelo di Luca che fa da filo conduttore – spiega don Emanuele Poletti, direttore dell’Upee – si riferisce a Maria che canta la grandezza di Dio per ciò che sta realizzando nella sua vita. Il tema della gratitudine è legata al presente ma anche al passato». Per avvicinarlo all’esperienza dei giovani sono state invitate tre donne che hanno vissuto momenti di fragilità legati allo sfruttamento, alle dipendenze, alla malattia e alla morte. Porteranno la loro testimonianza in tre chiese di Città Alta: la chiesa di Santa Maria in Monte Santo in Seminario, la chiesa di Sant’Andrea in via Porta Dipinta e la Chiesa del Carmine in via Colleoni. «Queste tre donne – spiega don Emanuele – racconteranno come hanno attraversato questi momenti di crisi e di difficoltà e come nella fragilità si siano accorte che dio non le aveva abbandonate ma le accompagnava sempre e comunque, offrendo loro la possibilità di cambiare e di crescere. Guardandosi indietro, a un certo punto, arrivano a dire come Maria “grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”».
Tre testimonianze, tre chiese di città alta, in ognuna di esse ci sarà un gruppo di giovani. Alla fine intraprenderanno un cammino verso la Cattedrale, attraverso strade che come ogni sabato sera saranno affollate di passanti, per dire, anche con il loro passaggio che «la vita è un cammino che non finisce mai». Al termine della testimonianza i giovani saranno invitati a scrivere una parola che li ha colpiti su una lanterna di carta e a portarla con sé per poi depositarla sulla piazza della Cattedrale e lungo il percorso che conduce fino all’altare e alla croce della Gmg: «Un gesto simbolico – osserva don Emanuele – per dire che la parola è luce per il loro cammino sulla strada che porta alla croce». Davanti alla Cattedrale li accoglierà il vescovo di Bergamo Francesco Beschi, che entrerà in chiesa con loro per vivere insieme il momento conclusivo. Al centro ci sarà il Vangelo di Giovanni che racconta la passione e morte di Gesù, ma soprattutto la scena della deposizione con Maria ai piedi della croce: «Anche in quel momento di grande sofferenza ha saputo cogliere la grandezza di Dio». Accanto alla vicenda di Maria, però sarà posto l’accento anche sull’esperienza di una santa della nostra terra, la beata Pierina Morosini, di cui ricorre il trentesimo anniversario della beatificazione e il sessantesimo del martirio. Alla fine della veglia ognuno dei giovani sarà invitato a raccogliere una lanterna (non più la propria) e a portare una parola a casa con sé. Poi, a chiusura della serata, tè caldo per tutti sotto i portici del Palazzo della Ragione.

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