I segreti del microonde: un prezioso alleato in cucina. Non solo per riscaldare le pietanze

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Il microonde, questo sconosciuto: un prezioso alleato in cucina

Non è un mistero: sono sopravvissuta a panini e surgelati per decenni, in mancanza di qualcuno che mi preparasse da mangiare.

Avevo il sacro terrore dei fornelli – o magari era solo pigrizia… – tanto da non mettere nemmeno a bollire l’acqua per la pasta.

Insomma, una disgrazia fatta e finita.

Poi è successo qualcosa: un forno a microonde mi ha cambiato la vita.

Sono stata contattata per il progetto “Blogger al forno”: Whirlpool mi avrebbe spedito il suo ultimo modello di microonde in cambio di recensioni libere (sottolineo: LIBERE) sul suo utilizzo. Avrei dovuto provare a usarlo e scrivere le mie impressioni sulla facilità o difficoltà nell’utilizzo, sui tempi di cottura, sui vari metodi di preparazione e, naturalmente, sulle ricette che avrei provato.

Ricette. Wow. Un campo totalmente nuovo, per me.

Il primo istinto è stato di rispondere: gentilissimi a scegliere proprio me… Ma no, grazie. Il forno a microonde ce l’avevo già e ci riscaldavo benissimo i surgelati.

Ma poi una vocina nella mia testa mi ha sussurrato: “Accetta”. L’ho ascoltata. Sette anni dopo cucino tutti i giorni, più pietanze e più volte al giorno.

Ho aperto un blog di cucina e sono fra i “top chef” della community di Oreegano.

Soprattutto: la mia vita è cambiata. Completamente.

Cucinare significa prendersi cura di sé. Avrei dovuto capirlo molto, molto tempo prima, visto che soffro di una malattia infiammatoria cronica intestinale. Pazienza: sono dell’idea che si arriva a comprendere le cose quando si è pronti per farlo. E per me era il momento di comprendere l’oscuro elettrodomestico: il microonde.

Come la pentola a pressione, il microonde ha goduto a lungo di una cattiva reputazione. C’è gente che ha sempre paura di farlo esplodere con la preparazione sbagliata. Per anni si sono rincorse voci sui suoi presunti effetti nocivi (nient panico: i forni di oggi sono più che sicuri) e sul fatto – totalmente errato – che facesse perdere le proprietà nutrizionali ai cibi.

Insomma: il microonde, poverino, è stato a lungo denigrato. A torto. Perché non serve solo a scongelare e riscaldare, sebbene la stragrande maggioranza della gente lo usi per questo. No: serve a cucinare.

Io lo so bene: ci ho fatto il mio primo risotto. Un risotto ai funghi porcini, cremoso e saporito. Era il primo esperimento per Blogger al forno.

E fu seguito da una sorta di delirio alla Julia & Julia: una ricetta nuova ogni giorno. Ma che dico ogni giorno? A ogni pasto!

Mi sono comprata alcuni libri di cucina al microonde e ho sperimentato, adattando ai miei gusti e alle mie esigenze ogni ricetta.

Ho preparato arrosti (che oggi non mangio più, ma venivano perfetti), polenta (15 minuti e viene buonissima, in rete gira ancora la mia ricetta di allora), uova, frittate, torte dolci e salate, pasta e risotti, verdure e patate, creme e dessert.

Ho imparato a usarlo per sciogliere il cioccolato (addio, bagnomaria!), per tostare le noci (il piatto crisp: uno fra gli accessori più amati), per cuocere pizze e pizzette, per preparare deliziosi sughi e per lessare il riso in molto meno tempo e con molti meno sprechi.

Dalle mele cotte allo strudel, dalle pizzette di melanzane ai rotolini al formaggio, dalle patatine (addio, patatine del sacchetto!) ai cioccolatini: tutto fatto al microonde.

Oggi, che ho imparato tanti altri metodi di cottura, lo uso ancora frequentemente. Ci cuoco le verdure al vapore (con gli appositi contenitori); ci lesso le patate (basta bucherellarne la buccia e girarle a metà cottura); ci faccio le patatine con l’apposito vassoio (chips maker: cercatelo in rete, vi cambierà la vita); ci cuocio mele e pere, ci preparo il riso bollito… E quando c’è da riscaldare qualcosa, il piatto crisp è la risorsa più preziosa. 

La ricetta: Asparagi in crosta

Per esempio: per preparare questi deliziosi asparagi in crosta, antipasto veloce e sfizioso anche facile da improvvisare, bisognerebbe pre-cuocere gli asparagi. Facendoli bollire circa cinque minuti.

Il che significherebbe: prendi una pentola, riempila d’acqua, portala a ebollizione, mettici gli asparagi, aspetta che bolla di nuovo, fai cuocere, scola…

E invece no: 4 minuti in totale e gli asparagi sono pronti. Cotti a vapore. Nel microonde.

Basta inserirli in un contenitore apposito (molti microonde vengono venduti con la vaporiera già inclusa, che permette di separare i cibi dall’acqua), aggiungere un filo d’acqua (circa 5 cucchiai) e cuocere.

Dopodiché, si salano leggermente gli asparagi, si farciscono a piacere (io ho usato una fetta di affettato vegano a base di olio di cocco: buonissimo!) e si avvolgono in una striscia di pasta sfoglia pronta (meglio se integrale: più saporita).

10-12 minuti in forno a 180° – o in microonde, sul piatto crisp, se la funzione è prevista dal vostro forno – e voilà: antipasto pronto e palato soddisfatto!

 

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