Kamikaze a Manchester, al concerto di Ariana Grande, idolo dei teenager: almeno 22 morti e 59 feriti

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Kamikaze a Manchester, al concerto di Ariana Grande, idolo dei teenager: almeno 22 morti e 59 feriti. Ci sono anche bambini tra le vittime, riporta la Bbc online. E’ il peggiore attacco terroristico su suolo britannico dal 7 luglio del 2005 quando a Londra quattro bombe piazzate da Al Qaeda su mezzi del trasporto pubblico uccisero 56 persone, compresi i quattro kamikaze, e ne ferirono 700. Tutto è avvenuto verso le 22:30 di ieri sera ora locale, subito dopo la fine di un concerto di Ariana Grande – pop star americana 24enne, rimasta illesa – quando un boato ha scatenato il panico fra gli spettatori. L’indagine, stando alla Bbc, e’ stata affidata alla North West Counter Terrorism Unit. Ma rinforzi dell’antiterrorismo di Scotland Yard sono stati inviati da Londra già nella notte. La premier britannica Teresa May ha diffuso un messaggio di cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime di “un orrendo attacco terroristico”.

Svezia: paura esplosivo in borsa, scalo evacuato poi riaperto a Goteborg-Landvetter

E’ rientrato l’allarme all’aeroporto internazionale di Goteborg-Landvetter in Svezia, evacuato ieri sera un bagaglio sospetto che avrebbe contenuto tracce di esplosivo. La polizia ha affermato che un’analisi più approfondita ha escluso la presenza di materiale pericoloso all’interno della borsa, trovata incustodita al banco informazioni della sala partenze dello scalo. L’incidente ha causato ritardi, ma i voli sono ora ripresi con regolarità.

Donald Trump oggi a Roma. Allerta massima. E domani con il Papa e il presidente Mattarella

L’attentato di Manchester alza la tensione attorno alla visita del presidente Trump a Roma. Il presidente statunitense, accompagnato dalla moglie Melania, trascorrerà in totale 19 ore nella Città Eterna. L’Air Force One è atteso oggi alle 18,30 a Fiumicino. Mercoledì mattina, alle 8,15, il primo incontro di Trump accompagnato da Melania con il Papa. Poi il presidente avrà un colloquio con il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, e con l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i rapporti con gli Stati. Il presidente sarà poi ricevuto da solo al Quirinale da Mattarella nella sala del Bronzino. Non ci saranno dichiarazioni alla stampa a termine del 30 minuti di colloquio, dato che la visita non è né ufficiale né di Stato. Poi il presidente Usa vedrà il premier Gentiloni a Villa Taverna per uno scambio di vedute in vista del vertice del G7 che si aprirà venerdì a Taormina. Nel frattempo Melania visiterà l’ospedale pediatrico Bambin Gesù mentre Ivanka sarà alla Comunità di Sant’Egidio nella sede di Trastevere. La partenza dell’Air Force One da Fiumicino alla volta di Bruxelles, dove Trump è atteso dal vertice Nato, è prevista intorno alle 13,30.

Donald Trump in Israele. Netanyahu: “Vedo per prima volta cambiamento mondo arabo’

Donald Trump è arrivato al Muro del Pianto a Gerusalemme accompagnato dalla moglie Melania. Insieme a lui ci sono la figlia Ivanka e il genero Jared Kushner. Trump – che è il primo presidente americano in veste ufficiale a visitare il luogo sacro dell’ebraismo – è affiancato dal rabbino capo del Muro Pianto, Shmuel Rabinovicz. Dopo l’arrivo, Melania e Ivanka si sono dirette nella parte riservata alle donne. Subito dopo il presidente Usa con la kippà in testa si è avvicinato al Muro, ha appoggiato la mano destra sulle pietre millenarie in meditazione ed ha infilato un biglietto di voto come vuole la tradizione. Questa parte della visita, come quella al Santo Sepolcro è considerata privata, quindi senza esponenti politici israeliani. Ingenti le misure di sicurezza: un lungo telo è stato posto davanti la piazza prospiciente il Muro in modo che non si possa vedere oltre. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, che ha ringraziato Trump “per il cambio della politica Usa verso Teheran”, ha aggiunto: “Per la prima volta nella mia vita, vedo una reale speranza per il cambiamento del mondo arabo verso Israele”.

Venezuela: proteste, incendiata casa natale Chavez. Un altro ragazzo morto, bilancio vittime sale a 54

Un altro ragazzo è stato ucciso durante le proteste antigovernative a Barinas: lo rendono noto parlamentari dello stato venezuelano. A perdere la vita è stato John Alberto Quintero, 19 anni. I morti durante l’ondata di proteste nel paese iniziata più di un mese fa sono ora 54. Durante le contestazioni, a Barinas, la casa natale di Hugo Chavez a Sabaneta è stata incendiata.

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