Attacco alla moschea di Londra: l’arcivescovo Welby, “un crimine contro Dio e contro l’umanità”

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Parole durissime di condanna quelle pronunciate dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, capo della Chiesa anglicana di Inghilterra, dopo che nella notte un uomo si è lanciato con un furgone contro un gruppo di fedeli davanti alla Muslim Welfare House nel Nord di Londra, uccidendo una persona e ferendone altre. In un comunicato diffuso questa mattina, Welby scrive: “La libertà di culto senza paura è un diritto di cui abbiamo cura come nazione e che abbiamo conquistato con grandi costi umani dopo molti anni. Lo spaventoso attacco ai musulmani di Finsbury Park è un attacco a tutti noi e alla cultura e ai valori del nostro Paese. In un tempo in cui tutti stiamo piangendo la perdita di preziose vite umane a Londra e Manchester, questo attacco brutale non può che aggravare il trauma. La volenza genera solo più violenza e serve solo agli interessi di chi vorrebbe terrorizzare gli altri. Questa sfrenata e crudele azione non produce alcun bene e non può in alcun modo essere giustificata o scusata. Esattamente come abbiamo detto nei precedenti attacchi, è un crimine contro Dio e contro l’umanità”.

In un tweet, l’arcivescovo Welby ha poi espresso solidarietà alle vittime: “L’attacco alla moschea a Finsbury Park è aberrante. Esprimiamo solidarietà ai nostri amici musulmani e preghiamo per i familiari dei defunti e per quanti sono stati feriti”.

https://twitter.com/JustinWelby/status/876698802677313536M.

“Un attacco a qualsiasi fede è un attacco a tutti noi”. Così il vescovo anglicano di Stepney (distretto di Londra), reverendo Adrian Newman: “Come Chiesa, siamo con la moschea di Finsbury Park, sulla scia delle notizie di questa mattina”. Il vescovo ricorda anche come questo attacco avviene proprio quando, nel fine settimana e presso il centro islamico colpito, si è fatta memoria di Jo Cox, la deputata britannica barbaramente uccisa da un estremista filo-nazista. “Offriremo le nostre chiese per aiutare i nostri amici della moschea in qualsiasi modo possiamo. Non ci faremo intimidire da coloro che cercano di terrorizzare le nostre comunità”.
ttacco moschea di Londra: comunità islamica colpita, “abbiamo lavorato duramente per costruire una comunità pacifica e tollerante”

L’attacco questa notte a Londra contro la comunità musulmana è avvenuto fuori alla Muslim Welfare House. Testimoni e video raccolti subito dopo l’incidente raccontano di un uomo bianco che a bordo di un furgone si è intenzionalmente scaraventato contro un gruppo di fedeli. “Scioccato” da quanto avvenuto, Toufik Kacimi del centro islamico colpito questa notte, invita tutti alla calma e a non fare speculazioni sull’evento. “Abbiamo lavorato duramente e per decenni per costruire una comunità pacifica e tollerante qui a Finsbury Park e condanniamo con fermezza ogni atto di odio che cerca di isolare la nostra meravigliosa comunità”. I responsabili della moschea hanno incontrato il deputato Jeremy Corbyn al quale hanno assicurato che la moschea e il centro di assistenza “forniscono un sostegno vitale a molte persone del nord di Londra e continueremo a farlo, nonostante questo incidente”. Nel comunicato si ricorda anche che solo alcuni giorni fa, il centro islamico ha ospitato un incontro in memoria della deputata Jo Cox, barbaramente uccisa da un estremista filo-nazista, a cui hanno partecipato persone di ogni fede e cultura.

La moschea infine ringrazia l’imam Mohammed Mahmoud, “il cui coraggio ha contribuito a calmare la situazione immediatamente dopo l’incidente, impedendo ulteriori lesioni e potenziali perdite di vita”. Sull’accaduto, è intervenuto questa mattina anche il Muslim Council of Britain, il Consiglio di imam britannici che subito dopo l’attacco al London Bridge aveva pubblicato un comunicato di condanna, piena collaborazione con le forze dell’ordine e astensione alle preghiere funebri per i terroristi. “Nelle ultime settimane e mesi – denuncia oggi il segretario generale Harun Khan – i musulmani sono stati vittime di molti incidenti di islamofobia e questo è l’ultimo e il più violento degli attacchi. Visto che ci stiamo avvicinando alla fine del mese del Ramadan e alla celebrazione dell’Eid per la quale molti musulmani andranno nelle loro moschee, chiediamo alle autorità di aumentare la sicurezza fuori delle moschee”.

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