Caproni, la natura, i robot e le nuove tecnologie nella prima prova della Maturità. Ma la star del giorno è il galagone

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La star della prima giornata degli esami di Maturità è il Galagone, comparso a sorpresa in una delle tracce (senza i) preparate dal ministero per il tema di italiano. Lo “strano” animale, in realtà è molto famoso tra i bambini di oggi: altri non è, infatti, che il famoso re Julian di Madagascar! (quello che canta “Mi piace come muovi e allora, muovi!”). In questo caso, però, si nasconde nel cuore di una bella poesia di Caproni, “Versicoli quasi ecologici”, tratta da una raccolta del 1972, “Res Amissa”:

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.

Insegnanti, studenti, opinionisti si sono scatenati nei commenti sui social network: «Immaginiamo tutti insieme – osserva per esempio lo scrittore Matteo Corradini – il maturando tipo, ansioso-teso-sudato, preparatissimo su Leopardi e Montale, che dovrà inventarsi quattro pagine di foglio protocollo sulla salvaguardia del galagone. Che bellezza, e che invidia. Io il tema lo avevo scritto sull’ONU. Sull’ONU! Adesso vado a bussare al primo liceo e chiedo se mi permettono di scrivere qualcosa. Tutti insieme con me: w il galagone!». Non tutti, forse, saranno stati lieti dell’opportunità di scatenarsi su questo tema, che comunque si presta a un’ampia gamma di considerazioni sul rapporto tra uomo e natura per le quali poteva venir buono, a uno studente accorto, anche il tempo speso a studiare le liriche leopardiane.

A sollevare qualche problema saranno comunque state altre due questioni: la prima è che Giorgio Caproni è un poeta toscano del Novecento (è morto nel 1990) poco conosciuto che raramente viene inserito nei programmi scolastici. La seconda è sicuramente il galagone, che non molti avranno associato al simpatico personaggio dei cartoni animati:  una buffa creatura, con enormi occhi sferici e grandi orecchie, che appartiene alle proscimmie, un sottordine dell’ordine dei primati. E’ un animale piccolo, dalle linee morbide, non più grande del gatto: il galagone si ciba di insetti e va a caccia di notte, mentre di giorno vive nascosto sugli alberi. Le lunghe zampe posteriori gli permettono di fare grandi salti da un ramo all’altro e di muoversi sul terreno come piccoli canguri. Ha sensi molto sviluppati e vede bene anche al buio.

In generale la linea del ministero sembra spingere i docenti ad affrontare con maggiore attenzione temi legati al Novecento e vicini alla contemporaneità nell’ultimo anno di studi superiori, uno stimolo nel complesso positivo. Se nella prima traccia relativa all’analisi del testo c’era sicuramente qualche oggettiva difficoltà di inquadramento, un po’ più agevoli ci sono sembrate le altre: “La natura tra minaccia e idillio nell’arte e nella letteratura”per il saggio breve in ambito artistico-letterario, con immagini di quadri di William Turner e Giuseppe Pellizza da Volpedo e versi di Pascoli nei documenti allegati. Poi, per il saggio breve socio-economico, la robotica e nuove tecnologie nel mondo del lavoro, da uno dei testi di Enrico Marro, articolo da IlSole24Ore (argomento che soprattutto gli studenti dello scientifico possono aver trovato intrigante e alla loro portata. Disastri e ricostruzione per il saggio storico-politico, traccia che poteva essere affrontata anche a partire dall’attualità italiana. Tema storico: “Il miracolo economico italiano”, con citazioni da Piero Bevilacqua da “Lezioni sull’Italia repubblicana” e da Paul Ginsborg da “Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi”.  Il progresso, infine, era al centro del tema di attualità partendo da una citazione di Edoardo Boncinelli (“Per migliorarci serve una mutazione”).

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