Il catalogo delle mamme al parco-giochi: iper-apprensive, super-organizzate, iper-connesse

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La prossima volta che vi capita di andare a un parco giochi provate a guardarvi attorno. Ma non lasciatevi distrarre dai bambini che corrono. No, soffermatevi sulle mamme. Trovo che il parco giochi sia una splendida cartina tornasole capace di rivelare quanti modi ci siano oggi d’essere mamma. Un universo fantastico dalle mille sfaccettature.

C’è la mamma “iper apprensiva”, che rincorre costantemente il figlio insistendo per cacciargli in testa un cappellino che lui proprio non vuole. Quella che lo veste con la felpa anche se ci sono 35 gradi e che in borsa ha sempre a portata di mano una bottiglietta d’acqua, un pacchetto di cracker e due caramelle, un cerotto per le sbucciature.

All’estremo opposto c’è la mamma “dammi un attimo di tregua”, quella che punta a dimenticarsi di avere un figlio. Se ne sta seduta su una panchina il più possibile lontana da lui, scorre l’intera rubrica del cellulare e sceglie un numero a caso da chiamare. Il bambino ogni tanto prova a disturbarla, lanciandole una palla in testa, urlandole che l’amico lo ha spinto, ma lei imperterrita lo minaccia con lo sguardo e prosegue la chiacchierata al telefono.

Ci sono poi le mamme “baby sitter”, quelle che, oltre che a far giocare i propri figli, si occupano anche dei bambini delle mamme suddette. Assolutamente incomprensibile da dove tirino fuori tutte queste risorse, sembrano addirittura serene e tranquille, inventano avventure, rincorrono bimbi d’ogni età e se serve li aiutano pure a fare la pipì dietro a un albero.

Le mamme “organizzate” sono quelle che guardo come fossero miraggi nel deserto. Ammirazione totale per chi sa avere tutto sotto controllo. Sanno sempre che ore sono, cosa sta per succedere, quando arriva il momento di andarsene, cosa devono fare appena tornate a casa, cosa mangeranno per cena.

La mamme “amiche” sono invece quelle che si piazzano in gruppo in un punto, con carrozzine e zainetti, e da lì non si schiodano. Hanno davvero tantissime cose da dirsi. In genere tutte legate ai figli. Si danno consigli, si scambiano vestitini e giochi usati, hanno una risposta per ogni domanda, si danno appuntamento per il giorno successivo alla stessa ora nello stesso posto.

Io rientro un po’ in tutte queste categorie a rotazione, ma rappresento molto bene soprattutto le mamme “esaurite”. Più facilmente si tratta di mamme con più figli, che ne allattano uno mentre rincorrono l’altro e non si danno tregua. Sembra debbano vincere una gara a ostacoli, potrebbero viverla con molta più calma, ma proprio non ce la fanno. E così mentre il più grande vuole lanciarsi con la bici per la discesa più ripida del mondo loro urlano, prendono il più piccolo sotto il braccio con tanto di inseparabile orso di peluche al seguito e via, corrono per arrivare in fondo prima del figlio ed eventualmente poter fare da materasso allo scatenato ciclista.

La cosa bella è che tutte queste mamme, in realtà, sono similissime l’una all’altra. Vogliono che i loro figli si divertano, ma al contempo sognano un po’ di tempo per se stesse. Qualcuna è più brava a ritagliarselo, qualcuna ci arriva col tempo, tutte hanno bisogno del supporto fondamentale delle amiche. Con le quali confrontarsi, grazie alle quali scoprire che i problemi, alla fin fine, sono gli stessi per tutte. Ma anche le gioie e le soddisfazioni.

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