Nomad Working: viaggiare per il mondo e costruirsi un mestiere su misura è possibile. La storia di Francesco Grandis

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Un lavoro a tempo indeterminato, uno stipendio fisso e abbastanza buono, una vita tutto sommato sicura… Cose che per alcuni rappresentano un obiettivo, forse, ma non per Francesco Grandis: un ragazzo di trentadue anni, con una vita normalissima che però ha iniziato a stargli sempre più stretta. Perché non era vita: era un correre, chiudersi in officina, non vedere mai il sole, essere sempre stanco e arrabbiato e con una gran voglia di piangere nel cuscino e la sempre più pressante sensazione di non  andare da nessuna parte. Ecco allora che Francesco ha deciso di dare una svolta: si è licenziato ed ha comprato un biglietto aereo per girare il mondo, alla ricerca di quella felicità che gli stava sfuggendo di mano. La sua storia è raccolta nel libro “Sulla strada giusta”, edito da Rizzoli, nel quale ripercorre i motivi e le riflessioni che l’hanno portato ad un radicale cambio di passo e la forma che ha preso invece la sua nuova vita.

Francesco non è nuovo alla scrittura: per anni ha infatti curato il blog “Wandering Wil”, nel quale ha narrato le sue avventure tra Sud America, Australia e Asia e le sue riflessioni circa le difficoltà e le paure del “cambiare vita”. Il blog gli ha avvicinato un vasto seguito di uomini e donne, ragazzi e ragazze che hanno visto nella sua esperienza uno stimolo per valutare la possibilità di effettuare scelte anche controcorrente senza sentirsi giudicati.

Forse perché Francesco, in arte Wil, è un ragazzo normalissimo nel quale infiniti altri ragazzi possono riconoscersi: timido e carico timori, non nasconde mai nello scrivere le incertezze tremende che hanno accompagnato la sua decisione di fare un salto nel buio. Perché, alla fine, di salto nel buio si è trattato: da un giorno all’altro ha lasciato il suo lavoro come programmatore informatico ed è partito, senza la benché minima certezza sulla direzione che avrebbe preso la sua vita alla fine dei sei mesi di peregrinazioni per il mondo. Di certezza ne aveva soltanto una, e cioè che la paura di una vita sprecata era più forte di quella dell’ignoto.

Zaino in spalla e biglietto aereo in mano, ha riscoperto il gusto del viaggio, della sorpresa, della lentezza e della bellezza. Si è accorto della quantità di tempo  che stava perdendo. Si è reso conto che lavorava per dodici ore al giorno per guadagnare soldi che poi non aveva tempo né energie per spendere e godersi. Ha deciso, infine, che ci poteva essere una via diversa, e che quella via era il nomad working: una forma di lavoro molto in voga all’estero e sempre più conosciuta anche in Italia, che permette – tramite portali dedicati come Freelancer.com o Upwork.com –  di incrociare freelance e chi ha bisogno del loro lavoro in tutto il mondo. Tramite il nomad working  è possibile lavorare anche a distanza e, tecnicamente, da qualunque posto si desideri… Fosse anche una spiaggia ai Caraibi o un lodge sull’Himalaya, purché ci sia una connessione ad internet.

Ciò che Francesco Grandis si era imposto era una sola regola: non votare la sua vita interamente al lavoro. Il lavoro, assolutamente necessario, doveva servire per vivere, non viceversa. Voleva riuscire a lavorare quattro ore al giorno, per poter dedicare il resto del suo tempo alla lettura, la creatività, gli amici. Ci è riuscito? Certamente sì: determinato e direzionato, ha lavorato per alcuni anni come programmatore a distanza, proseguendo nel frattempo i suoi viaggi, e successivamente ha deciso di dedicarsi interamente alla scrittura.

Non è un insegnamento assoluto di vita, quello che propone Francesco Grandis nel suo libro “Sulla strada giusta”, né una pretesa di avere la verità in mano: non indica vie certe né condanna scelte diverse dalla sua. Non consiglia di mollare tutto e partire senza cognizione di causa . Al contrario, ciò che rivendica è semplicemente la libertà di scegliere, di sottrarsi alle consuetudini sociali e alle pressioni esterne che spesso portano ad imboccare strade che non ci appartengono, per dedicare alla ricerca della felicità ciò che abbiamo di più prezioso: il tempo.

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