Hanna Marte: a Bergamo per il Servizio volontario europeo con Aeper, è una scoperta continua

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È già passato quasi un anno da quando sono arrivata a Bergamo. Per me era un posto completamente nuovo che non avevo mai visitato prima, non conoscevo nessuno e non potevo nemmeno dire più di un semplice “Ciao”. Sembra una storia pazzesca, giusto? Vi dirò una cosa: non solo lo era, ma lo è ancora.

Quando guardo indietro, mi rendo conto che i primi mesi sono stati difficili, ma anche in quei momenti tutto sommato non mi sentivo così in difficoltà perché ero curiosa e tutto era nuovo. Ma in realtà in quel periodo non potevo fare altro che ascoltare tutte le persone intorno a me che stavano parlando in una lingua che non avevo mai studiato prima. All’inizio mi sentivo persa in un fiume di parole, poi ho iniziato a capire qualcosa e dopo circa mezz’anno a parlare. Con la capacità di esprimermi a parole è arrivata anche la possibilità di creare relazioni con i bambini della comunità, le coinquiline e le persone al di fuori del mio lavoro.

Anche se non c’erano molti giorni liberi sono stata comunque in grado di visitare l’Italia da nord a sud. Ho visto Monte Bianco, Pompei, Napoli, Capri, Roma, Venezia, Milano e molti altri posti. Grazie al corso di Italiano e alla formazione dei volontari SVE ho fatto amici da tutto il mondo che hanno condiviso con me la loro cultura e esperienza. Ma gli amici italiani sono sempre stati la risorsa più importante per me. Grazie a loro ho visto l’Italia con i loro occhi piuttosto che come una turista, come avevo fatto nella mia vita di prima.

Sono passati dieci mesi, ne mancano ancora due. La mia avventura è passata incredibilmente veloce. Le persone con cui all’inizio non potevo parlare sono diventate mie amiche, le differenze culturali sono diventate normali e Bergamo è diventata da luogo sconosciuto a una seconda casa.

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