Il cinema dei baci perduti: gli adolescenti non entrano più nelle sale a caccia di sogni

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Il cinema dei baci perduti: chi non ricorda la scena finale di “Nuovo cinema Paradiso”? 
Nel capolavoro assoluto del regista Giuseppe Tornatore il protagonista, ormai maturo e realizzato, si commuoveva da spettatore solitario davanti alla proiezione di tutti gli spezzoni censurati dei film della sua infanzia e adolescenza. Un finale “pieno di baci proibiti” davvero emozionante, rimasto impresso nell’immaginario di tutti… Ovvero, a occhio e croce di tutti quelli nati prima del 1990. L’opera infatti risale al 1988 e fu una sorta di celebrazione del potere di fascinazione e “redenzione” del cinematografo, attraverso gli occhi di un bambino (poi adolescente) nato e vissuto in una situazione di indigenza e deprivazione della Sicilia degli anni ’50 e in qualche modo “salvato” dalla magia del cinema, fino a diventare regista.
La citazione del famoso film era volutamente provocatoria e torna preziosa in queste torride sere d’estate, che un tempo sollecitavano nutriti gruppi di adolescenti a sciamare nelle arene dei cinema all’aperto, o nelle piccole sale d’essai per poter vedere film della stagione invernale che, magari per mancanza di tempo, erano passati sotto silenzio. Le arene sotto le stelle, le inconsuete salette estive coi sedili scomodi e ribaltabili in legno chiaro e i famosi drive in erano luoghi di incontro privilegiato fra finzione cinematografica e umanità varia “in cerca di sogni”.
Erano pure i luoghi deputati al primo appuntamento e quindi magari anche cornice del primo bacio. Erano l’opportunità data alla fantasia e all’immaginazione. Erano tra i tanti luoghi dell’anima, come li ha definiti lo stesso Tornatore in una intervista a commento proprio del film citato.
Ma, dati statistici alla mano, ormai sappiamo che gli adolescenti al cinema ci vanno raramente e solo per alcune pellicole, in qualche modo “eventi”, le saghe e i supereroi interessano molto più delle persone e più che le storie si celebra il personaggio.
Si sta provando un rilancio del cinema nel mondo adolescenziale. Ci prova la scuola con i progetti condivisi con le associazioni del settore e con i laboratori interni. Ci prova con le uscite didattiche che hanno come meta i cinema storici, magari del centro, per provare a rianimare ciò che per le nostre generazioni fu appunto una magia. I risultati però sono ancora deludenti. Sarebbe interessante fare uno studio sulle capacità percettive degli adolescenti di oggi e su come sia cambiata la fruizione delle immagini negli ultimi cinque o dieci anni (e con quale rapidità).
Il tema resta sempre l’immaginario degli adolescenti, ormai quasi inaccessibile o accessibile attraverso sistemi per noi sempre più misteriosi. Il cinema potrebbe veicolare il confronto tra le nuove e le vecchie generazioni e facilitarne la comprensione, la decodifica del funzionamento del sistema emotivo “binario” (testa-cuore) di entrambe.
Chissà dove se lo scambieranno nel corso di questa bella estate gli adolescenti “il primo bacio”… Speriamo non su Skype!!

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