Il piccolo Charlie. Il cardinal Parolin: la santa Sede farà tutto il possibile

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“Non so se il Santo Padre ha parlato con la mamma, non so se la mamma lo ha chiamato. Credo che i problemi legali siano legati alla nazionalità, al fatto che – se ho capito bene – i genitori non possono portare il bambino fuori dal territorio senza il permesso delle autorità, sono questi i problemi legali cui accennava la dottoressa Enoc”.

Così il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della presentazione, questa sera presso la Casina Pio IV in Vaticano, dell’annuale relazione sanitaria e scientifica dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Alla domanda se la Santa Sede intenda muoversi, il cardinale ha risposto: “Adesso vediamo se possiamo aiutare nel senso di superare questi problemi, se possiamo farlo lo faremo, quello che è possibile fare da parte nostra lo faremo, poi ci sarà il Bambino Gesù che si attiverà per la parte medica”.

Interpellato se a suo parere si tratti di accanimento terapeutico, ha risposto: “Non sono uno specialista. Noi siamo per la vita e ripetiamo quello che ha detto il Papa e quindi offriamo tutte le possibilità che ci sono perché a questo bambino siano continuate le cure”

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