Un cane in casa? Quanto lavoro! Ma poi è arrivata la trovatella Buondì…

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Non avevo mai avuto un cane. Certo, gli animali mi piacciono, ma mi aveva sempre un po’ spaventata l’idea di adottarne uno e di farlo diventare parte integrante della famiglia. Finché sono arrivati i miei figli.

Credo sia una tappa normale, alla quale quasi tutti i bambini un bel giorno arrivano. “Mamma, che bello quel cagnolino!”. Li vedono ovunque, corrono ad accarezzarli, sono pronti a giurare loro amore eterno.

Per fortuna conosco persone stupende che salvano cani e gatti da situazioni allucinanti. Da loro arrivano preziosi consigli. Come quello di pensarci bene, perché comunque un cane è impegnativo, e anche i bimbi devono capirlo sin da subito. Non è un giocattolo, non è un peluche “usa e getta”.

Così ho portato i miei figli a visitare alcuni canili. Ho spiegato loro ben bene cosa avrebbe significato prendere con sé uno di quei bei cagnolini. Loro, ovviamente, non si sono minimamente spaventati. Anzi. E incredibilmente mi sono lasciata trascinare anche io dall’entusiasmo generale.

Buondì era una cucciola. Stupenda, con un occhio nero, il pelo super morbido. Veniva da una cucciolata di randagi trovati nel Sud Italia. Per la prima volta nella mia vita ho provato a seguire l’istinto. Non ho dato troppo peso al fatto che lei fosse cucciola e i miei bimbi pure, alle giornate che si sarebbero ulteriormente riempite d’impegni, ai mille possibili problemi.

E ho fatto bene. Buondì è diventata in tempo zero compagna di giochi, di coccole, di risate. I miei figli le vogliono un gran bene, la considerano a tutti gli effetti un membro della famiglia. Ogni tanto trovo Tommaso accoccolato accanto a lei. La osserva, le solletica a pancia, le tira la coda. Alice le regala di nascosto i suoi biscotti, le lancia un giocattolo, si fa leccare le mani.

E’ rimasta piccola per pochi mesi, è cresciuta a vista d’occhio, ora è un bel cagnolone. Di quelli ai quali, se non avessi vissuto questa avventura in prima persona, forse avrei paura che i miei figli si avvicinassero. Perché è più grande di loro, perché “non si sa mai”. I miei bimbi insistono pure col volerla tenere al guinzaglio a tutti i costi, malgrado più volte Buondì li abbia trascinati via correndo (e così ora ci inventiamo metodi assurdi per gestire la passeggiata…magari sfilando al volo una cintura e usandola come doppio guinzaglio di sicurezza…).

Grazie a Buondì ho scoperto quanto sia bello il rapporto che si crea tra i cani e i bambini, la confidenza che loro acquisiscono è lontana anni luce dalle paure che io avevo da piccola. Anche se poi, ovviamente, tocca a me portarla fuori, darle da mangiare, occuparmene durante la giornata. Alla fin fine non è un impegno poi così gravoso. Lei ricambia con coccole a non finire. Ed è bello vederli crescere tutti insieme. Lei e i miei cuccioli.

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