Milano, i funerali di Tettamanzi. Il ricordo del segretario: “Le sue ultime parole per i poveri e le vocazioni”

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“La ragione che ci accomuna tutti in questo tributo di preghiera e di affetto è questa: è stato facile voler bene al cardinal Dionigi”. Così l’arcivescovo eletto di Milano, mons. Mario Delpini, prendendo la parola a conclusione dei funerali del cardinale Dionigi Tettamanzi presieduti oggi in Duomo dall’amministratore apostolico, card. Angelo Scola. Mons. Delpini ha espresso gratitudine a nome del card. Scola e suo per i messaggi pervenuti e per la presenza “particolarmente significativa” tra gli altri, del cardinale Camillo Ruini “con cui – ha ricordato – il cardinal Tettamanzi ha vissuto una stretta collaborazione”. Mons. Delpini ha quindi espresso gratitudine alle autorità militari e civili, ai rappresentanti della società civile, ai “fratelli delle Chiese cristiane” e ai rappresentanti dell’ebraismo e di altre religioni presenti. “La ragione più semplice e più profonda che ci ha qui radunati, la ragione che accomuna tutti in questo tributo di preghiera e di affetto – ha aggiunto – è questa: è stato facile voler bene al cardinal Dionigi”. Delpini ne ha ricordato “il temperamento, il modo di fare, la saggezza, il sorriso, la prossimità alla gente comune, la capacità di stare con le autorità; c’era qualcosa in lui che ha reso facile volergli bene”. Oggi, ha concluso, ci viene dal cardinale scomparso “un’ultima raccomandazione e vorrei farmene voce: ‘Cercate di fare in modo che sia facile volervi bene’”.
“Accompagniamo il nostro padre e maestro cardinale Dionigi all’abbraccio con il Signore Gesù che lo introdurrà nella casa dalle porte aperta che è la Santa Trinità. La personalità del cardinale Tettamanzi, la sua storia, il suo essersi speso per la Chiesa e per tutti gli uomini per lungo tempo, diventi per noi un interrogativo per capire come stiamo vivendo la nostra vita. Caro cardinale Dionigi, arrivederci in Cristo Signore”. Così il cardinale Angelo Scola, amministratore apostolico di Milano, ieri sera al termine della recita del Rosario in Duomo. In precedenza la Messa di suffragio presieduta da mons. Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo. Nella sua omelia ha ricordato che il cardinale Tettamanzi “ha trovato un suo modo originale per raccogliere l’eredità pesante del cardinale Martini e di guidare la Diocesi con un suo stile, quello di farsi incontro a ciascuno. La nostra città lo ha saputo amare e la memoria del suo operato resterà indelebile, ad esempio per l’iniziativa del Fondo Famiglia Lavoro”. Ai funerali erano presenti e hanno concelebrato i cardinali: Gualtiero Bassetti, presidente Cei e arcivescovo di Perugia, Severino Poletto (arcivescovo emerito di Torino), Angelo Bagnasco (arcivescovo di Genova), Edoardo Menichelli (amministratore apostolico di Ancona), Giuseppe Betori (arcivescovo di Firenze), Gianfranco Ravasi (presidente Pontificio Consiglio della Cultura). Presenti anche 27 altri vescovi e arcivescovi. Numerose anche le autorità civili.
“Ho avvertito un grande dolore, ma accompagnato da ciò che scherzosamente affermo dicendo che abbiamo un santo in più in cielo”. Così don Tiziano Sangalli, segretario del cardinale Dionigi Tettamanzi negli anni della residenza a Villa Sacro Cuore di Truggio, commenta la morte dell’arcivescovo emerito di Milano del quale questa mattina saranno celebrati i funerali in Duomo. “Mi accompagna il ricordo di una bella paternità spirituale – prosegue don Sangallo – che, in questi anni, ho potuto vivere fin da quando ci siamo conosciuti, quasi quarant’anni fa, in seminario. Negli ultimi istanti di lucidità in cui ho potuto parlargli, mi ripeteva due parole che porterò sempre con me: la prima era ‘i poveri’ e la seconda era ‘le vocazioni’, ed è andato avanti mezza giornata a dire queste due parole”.

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