Il messaggio di Francesco di Assisi. Sempre controcorrente. Sempre attuale

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Si avvicina la festa di s. Francesco. Oggi, in queste settimane, tra violenti contrasti politici, pericoli di guerra in Estremo Oriente, che senso ha il messaggio mite di Francesco? Non è troppo mite per essere ancora un messaggio? Gianni

Il messaggio di Francesco d’Assisi, caro Gianni, è un concentrato di mitezza evangelica: agli occhi del mondo esso può apparire debole e stolto. In realtà si rivela forte, sapiente e straordinariamente vitale, capace di rinnovare il cuore di ogni uomo. La testimonianza del nostro santo trova il suo fondamento nel Vangelo accolto e vissuto nella sua interezza e nella sua semplicità, senza doppiezze, e nel portare ogni giorno la croce del Signore Gesù, “stoltezza e debolezza” per il mondo.

San Francesco e noi, oggi

La complessa situazione politica e sociale nella quale siamo inseriti mette in discussione i nostri ideali evangelici, convincendoci che, forse, non vale la pena viverli. L’inganno nel quale rischiamo tutti di cadere è, allora, reale e pericoloso: esso ci toglie la lucidità e la consapevolezza che vivere il Vangelo è camminare sulla strada della pace e della comunione.

L’esempio di Francesco sfida i secoli e la storia! Dopo 800 anni continua ad illuminare le coscienze, invitando tutti gli uomini a partire da sé stessi e dalle proprie scelte quotidiane, nell’arduo compito di migliorare il mondo. Egli ci esorta a non pretendere che siano i grandi della terra, i politici, gli amministratori, i governanti, il datore di lavoro… a iniziare questo percorso di autenticità. Ci chiama, invece, a seconda delle nostre possibilità, del nostro stato di vita, dei nostri doni di grazia e di natura, a rimboccarci le maniche per cercare di dare, all’ambiente in cui viviamo, un volto più umano e insieme “divino”.

“Se molta gente di poco conto, in molti luoghi di poco conto, facesse cose di poco conto, la faccia della terra potrebbe cambiare”, diceva Folleraul.

La mitezza di Francesco: “Il Signore ti dia pace”

La mitezza di Francesco, tuttavia, non è pura filantropia, ma frutto buono di una relazione con il Signore Gesù amato e desiderato sopra ogni cosa, quale sommo bene, tutto il bene, ogni bene:

Nessun frate faccia del male o dica del male a un altro anzi per carità di spirito volentieri si servano e si obbediscano vicendevolmente. O frati tutti, riflettiamo attentamente che il Signore dice: “Amate i vostri nemici e fate del bene a quelli che vi odiano”, poiché il Signore nostro Gesù Cristo, di cui dobbiamo seguire le orme, chiamò amico il suo traditore e si offrì spontaneamente ai suoi crocifissori. Sono, dunque, nostri amici tutti coloro che ingiustamente ci infliggono tribolazioni e angustie, ignominie e ingiurie, dolori e sofferenze, martirio e morte, e li dobbiamo amare molto poiché, a motivo di ciò che essi ci infliggono, abbiamo la vita eterna”.

Nel suo Testamento, il santo invita i suoi frati ad andare per il mondo augurando a tutti la pace, bene messianico per eccellenza. Il saluto: “Il Signore ti dia la pace!”, che egli rivolge a quanti incontra, risuona anche oggi, ovunque, nei villaggi, come nelle città, sulle piazze e nelle campagne, sulla bocca dei suoi figli. Con queste parole egli auspica per ogni fratello ed ogni sorella, un’apertura del cuore sempre maggiore al dono della pace che discende dall’alto e che nemmeno le contrarietà della vita possono rubare.

Questo è il messaggio sempre attuale di Francesco che nemmeno la polvere della storia può confondere o cancellare. Non ci resta che tentare di sperimentarlo, per verificarne la verità e l’ attualità. Buon cammino.

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