La festa delle zucche? Una trovata commerciale. Federica, catechista: «Non è una tradizione nostra, non facciamoci mettere nel sacco»

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Nel mondo in cui viviamo vi è un continuo scambio di informazioni che permette alle diverse culture di confrontarsi e conoscersi con il risultato che, spesso, avviene una contaminazione di usi e costumi. Una delle feste protagoniste di questo fenomeno è sicuramente Halloween: la festa, infatti, in principio era una tipica tradizione celtica che interessava gli abitanti di Inghilterra, Irlanda e Francia settentrionale, ma è poi stata inglobata nelle usanze canadesi e statunitensi assumendo sembianze spaventose e allo stesso tempo giocose. Negli ultimi anni, grazie alla globalizzazione, l’usanza celtica si è diffusa in molti paesi tra cui l’Italia.
Qui da noi, però, ci sono svariate opinioni sui festeggiamenti di questa tradizione importata: per alcuni è solo un motivo in più per trovarsi con i propri amici, per altri è semplicemente una festa commerciale, per altri ancora non andrebbe minimamente considerata, ma nel mondo degli oratori com’è vissuta questa festa? Quale opinione hanno i volontari che vi lavorano?
Abbiamo posto questo argomento a Federica, una giovane catechista della parrocchia di Albino, chiedendole quale opinione avesse riguardo ad Halloween. «Sinceramente credo di aver festeggiato Halloween solo una volta. –spiega la giovane ventitreenne- Non è una festa cristiana e quindi anche in famiglia non è mai stata avvertita la necessità di festeggiarla. In Italia si riduce ad essere una buona trovata commerciale perché molto spesso chi la festeggia non ne conosce il significato e le motivazioni».
Mentre nei vari ambienti che ci circondano iniziano ad apparire zucche, pipistrelli, fantasmi, vampiri, scheletri e ogni sorta di decorazione, l’oratorio rimane in silenzio a osservare. Sarebbe opportuno festeggiare Halloween anche in oratorio? «Secondo me – continua Federica- Halloween non va festeggiato in oratorio dato che non è una festa appartenente alla tradizione cristiana. Nonostante una simile proposta attirerebbe parecchi ragazzi, credo non sarebbe corretto nel rispetto del luogo».
«Se si proponesse a tutti gli uomini di fare una scelta fra le varie tradizioni e li si invitasse a scegliersi le più belle, ciascuno, dopo opportuna riflessione, preferirebbe quelle del suo paese: tanto a ciascuno sembrano di gran lunga migliori le proprie costumanze». Queste parole sono state scritte da Erodoto nel 400 a.C. circa, ma le sue parole risuonano più attuali che mai e testimoniano come l’essere umano sia da sempre legato profondamente alle proprie radici fatte di tradizioni e usanze che ci vengono date in dono da chi ha preceduto.

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