Le comunità e la cultura contemporanea: un convegno per costruire una rete di esperienze

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Creare una rete tra soggetti diversi di uno stesso ambito perché possano conoscersi meglio e lavorare insieme è un lavoro difficile, sotterraneo, silenzioso, poco gratificante, perché molti non ne comprendono l’utilità. Si tratta invece di una «tessitura» estremamente preziosa, soprattutto in tempi di crisi di risorse, non solo economiche ma umane. Don Fabrizio Rigamonti, direttore degli Uffici diocesani per la Pastorale della Cultura e per i Beni Culturali da un paio d’anni ha creato un tavolo di lavoro a cui partecipano soggetti del settore cultura della diocesi, nei beni culturali, nella progettazione culturale, nella comunicazione; ha avviato un “censimento” di quanto accade sul territorio, ha cercato di individuare in ogni vicariato un referente di questo ambito.
I primi frutti e le possibilità future di questo grande lavoro si potranno apprezzare nel convegno che si svolge sabato 21 ottobre al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo (dalle 9,30) sul tema «Le nostre comunità e la cultura contemporanea».
Sul territorio della diocesi sono fiorite nei secoli moltissime attività culturali: biblioteche, musei, archivi, associazioni, fondazioni, gruppi. Ognuna ha una specificità e una storia, spesso molto ricca. «Ora – sottolinea don Fabrizio – si tratta di dare concretezza a un cammino di condivisione e di progettazione comune».

L’esperienza del tavolo di confronto ha messo in evidenza quanto spesso sia difficile il passaggio delle comunicazioni tra il centro e la periferia, nonostante la generale vivacità culturale del territorio: «Ci siamo chiesti come le parrocchie si misurino con la cultura contemporanea nella loro vita quotidiana, e da qui è nato il tema del convegno».
Ci sono i bollettini parrocchiali, le corali, le compagnie teatrali, i gruppi di lettura, i circoli del libro: sarebbe bello poter far emergere tutte queste esperienze e creare possibilità di scambio e di interazione tra le comunità, e tra i soggetti che agiscono «al centro» della diocesi e le periferie. Sono stati coinvolti anche gli istituti di vita consacrata e le associazioni laicali ecclesiali.

Le prime condizioni perché questo possa avvenire sono l’ascolto e la conoscenza reciproca. L’anno scorso al convegno è stato presentato il “test pilota” di questo processo di conoscenza, sperimentato nel vicariato di Predore. Quest’anno toccherà al vicariato urbano di Nord-Ovest e a quello di Capriate-Chignolo-Terno.
Il convegno sarà anche l’occasione per presentare «Colloquies. Un nuovo strumento a servizio di un lavoro comune». Si tratta di una piattaforma online, frutto di un progetto di Moma Comunicazione, in cui ogni realtà diocesana – le parrocchie, i gruppi, movimenti, istituti religiosi e così via – potrà condividere le proprie esperienze culturali e progetti pastorali. Si troverà all’indirizzo www.colloquies.it.
A tirare le fila della giornata sarà il vescovo di Bergamo Francesco Beschi, al quale spetta l’intervento di chiusura della mattinata di lavori. Il convegno è promosso dagli uffici diocesani per la Pastorale della Cultura, Beni culturali e pastorale delle Comunicazioni sociali, in collaborazione con gli enti che partecipano al tavolo di confronto.

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