Don Luca Martinelli: «L’oratorio resta ancora un punto di riferimento per tutti, dove si incontrano generazioni diverse»

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«Se i nostri giovani portano avanti un impegno o fanno una proposta, danno il loro meglio. Penso si pensa alle giovani generazioni essenzialmente come un problema. La mia esperienza invece mi fa dire che si fa più fatica con gli adulti che con i giovani». Dopo otto anni di direttore dell’oratorio, don Luca Martinelli, 33 anni, ha lasciato Ghisalba per passare alla parrocchia cittadina di Santa Caterina sempre come curato. «Come è normale negli anni di ministero — racconta — mi aspettavo prima o poi il passaggio a un’altra comunità. Così da una parrocchia della Bassa Bergamasca sono sbarcato in una parrocchia cittadina. Dal santuario ghisalbese della Madonna della Consolazione sono giunto all’ombra del santuario dell’Addolorata». Ordinato sacerdote il 23 maggio 2009, è stato subito inviato a Ghisalba come vicario parrocchiale e direttore dell’oratorio. I suoi otto anni di permanenza gli consentono di dare un giudizio sulla gioventù del paese. «A Ghisalba mi sono trovato benissimo. L’oratorio rimane un grande punto di riferimento per tutti i giovani e per l’intera parrocchia. Ho lavorato nell’oratorio e ho collaborato con altri curati del vicariato».

Don Martinelli ha uno sguardo molto positivo sulle giovani generazioni. «Solitamente vengono dipinte come disimpegnate o in fuga nelle cose. Indubbiamente anche la gioventù di Ghisalba ha le sue problematiche. Proviamo però a chiederci seriamente: cosa possono fare o dire i giovani del nostro tempo davanti all’angoscia di non trovare lavoro e davanti a un futuro pieno di incertezze e di incognite? Questo spiega la voglia di affogarsi nel disimpegno, nelle mode, nel vivere alla giornata e nel cadere nelle varie dipendenze. Se i nostri giovani vogliono impegnarsi, danno il massimo, senza riserve». Sono state diverse le proposte oratoriane. «Fra le altre — prosegue don Martinelli — c’è stata ogni anno la settimana di vita comune in oratorio, condividendo vita, cibo e preghiera. Poi le gite, per esempio a Roma e a Marzabotto». Un ambito pastorale molto curato da don Martinelli, che notoriamente è un tifoso juventino sfegatato, è stato il mondo dello sport. «È uno dei luoghi di vita dei giovani e la Chiesa deve esserci per educare attraverso lo sport. In paese è attiva la squadra di calcio Nuovo oratorio Ghisalba, che come dice il nome è nata in oratorio. Sempre in paese è attiva la Ghisalbese, con cui abbiamo collaborato. Sì, tutti sanno che sono juventino e dico: “Solo Juventus”».

Don Martinelli ha lasciato Ghisalba con ricordi bellissimi. «Il ricordo più bello è aver visto crescere bene tanti ragazzi. Un rimpianto eventuale, nel caso fosse successo e di questo chiesto scusa, è di non aver capito qualcuno».

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