Bergamo, i richiedenti asilo a servizio della città: mille panchine rimesse a nuovo, le strade più pulite

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Mille panchine rimesse a nuovo e pulizia nel centro di Bergamo: è questo il risultato del progetto “Io non sto in panchina”, che ha coinvolto una cinquantina di richiedenti asilo, i quali hanno donato il loro tempo alla nostra città. Grazie al comune di Bergamo, Caritas Bergamo e Cooperativa Ruah che hanno coordinato l’iniziativa, numerosi richiedenti asilo hanno potuto mettersi in gioco mostrando come anche il loro aiuto possa essere di grande supporto per tutti noi: “E’ fondamentale che ci sia rispetto reciproco fra culture per una pacifica convivenza. Lavorare e contribuire al benessere della nostra società come è stato fatto con questa iniziativa, è uno dei modi migliori per garantirsi il rispetto di tutti i cittadini” ha sottolineato il sindaco Giorgio Gori durante la consegna dei certificati di partecipazione al progetto, martedì 7 novembre in via Monte Gleno 49. I partecipanti al progetto, di differenti provenienze, dal Pakistan, alla Costa d’Avorio,  si sono presi cura nei mesi estivi delle panchine sparse in tantissime aree verdi e quartieri della città. Nelle settimane di impegno, da luglio a ottobre, sono state infatti censite e riverniciate ben 1049 panchine, il 40% del totale della città di Bergamo. Un obiettivo importante, anche se con il prossimo anno si conta di arrivare a 2500. Le iniziative non sono però finite qui, nei prossimi giorni infatti i volontari si occuperanno della diffusione di materiali cartacei della campagna di comunicazione Bergamo Respira, mentre il prossimo anno, in collaborazione con A2A, ci sarà l’apertura di un centro di riuso presso la piattaforma di via Goltara, una casetta/container che sarà gestita da 6 richiedenti asilo, pensata per raccogliere vestiti, lampadari, soprammobili e altri oggetti che saranno rivenduti per finanziare un progetto, tutto al femminile, di coltivazione di orti in Senegal. Durante la giornata di presentazione dei risultati del progetto, è intervenuto anche Fabrizio Lazzarini, direttore della casa di ricovero di via Gleno, il quale ha sottolineato come la struttura che oggi ospita i richiedenti asilo e che appartiene alla Fondazione Carisma, abbia finalmente ripreso vita dopo tanto tempo e sia diventata una bella struttura di accoglienza collettiva.

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