Il Muro dei Poveri nel piazzale della Stazione di Bergamo: ai passanti l’invito a raccontare le proprie fragilità

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Che cosa significa, davvero, essere poveri? Dal 16 al 18 novembre nel Piazzale della Stazione ferroviaria di Bergamo ci sarà un’installazione, il «Muro dei poveri», a cura della Caritas diocesana, nata proprio per sollecitare la riflessione su questo tema. I passanti saranno invitati a lasciare dei messaggi o a descrivere le proprie povertà, perché, come ha sottolineato don Claudio Visconti, direttore della Caritas di Bergamo alla presentazione della mostra «Fame» all’ex Carcere di Sant’Agata in Città Alta, «Ci sono povertà ben più pesanti di quelle materiali, come la povertà di relazioni, che portano isolamento e solitudine». Povertà che possono riguardare chiunque, come spiega Francesco Bezzi della Caritas: «La nostra installazione è un modo per raccontare che stiamo vivendo la settimana dei poveri e la prima Giornata Mondiale dedicata a loro su invito di Papa Francesco. Su questo particolare muro ci saranno dei cartelloni che illustrano le attività della Caritas a sostegno degli ultimi e in particolare delle povertà “di bassa soglia”, come i dormitori e le mense. Parleremo anche del nuovo progetto del Galgario, in via di realizzazione, al quale sarà devoluto quest’anno il ricavato della Raccolta di San Martino svoltasi nei giorni scorsi nelle comunità parrocchiali della diocesi.
L’installazione del “Muro” contiene una provocazione raccolta dal messaggio del Papa per questa giornata: «Papa Francesco ci chiede di interrogarci sulle nuove povertà, che non sono soltanto quelle tradizionali, ma anche, per esempio, la povertà di legami, di parole, di relazioni. Con questa installazione creiamo una specie di parallelismo tra la mano tesa del povero e quella che l’aiuta. In fondo siamo tutti poveri, ognuno in modo diverso, non possiamo chiamarci fuori». I giovani del servizio civile della Caritas distribuiranno ai passanti volantini informativi sulla settimana del povero e cartoline: chi lo desidera potrà scrivere un messaggio, raccontare per esempio qual è la propria povertà, e imbucarlo in una speciale cassetta delle lettere posta su un lato dell’installazione, lasciando così una traccia concreta del proprio passaggio. «Ci auguriamo – sottolinea Francesco – che ne nasca uno scambio stimolante e che ci sia una buona partecipazione». Il muro è fatto di polistirolo e compensato, ed è stato realizzato con l’aiuto del Centro Meta del Patronato San Vincenzo. È lungo tre metri per due ed è montato su ruote, in modo da poterlo spostare. Sarà presente nel piazzale della stazione dalle 10 alle 18 circa. Sono coinvolti nell’installazione una quindicina di giovani del servizio civile.

 

 

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