“Papà è più bello, è il mio preferito”. Che impresa restare complici e alleati

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“Papà è più bello, è il mio preferito”. Ecco, ci sono momenti nei quali devi proprio ripetertelo e imprimertelo nella testa: “Non lo pensa davvero, calmati, respira, sii adulta, no, non dare in escandescenza”. E niente, il più delle volte io esplodo comunque, mandando a quel paese ogni razionale pensiero.
“Ma come! Son qui a farvi da serva tutto il giorno e mi dici una cosa del genere?!”. “Sì, sei brutta e cattiva. Voglio papà”. Papà che ovviamente in quell’istante non c’è. Papà che è chiaramente solo un inconsapevole strumento di ripicca di un bambino più furbo della sua mamma. Papà che…non ha colpe, ma se lo avessi lì davanti a te diventerebbe in tempo zero perfetta valvola di sfogo. “Certo, comodo così. Tu li vedi meno, tu sei quello che li fa solo giocare, ovvio che preferiscano te”.
Che casino, essere mamme e papà. Che fatica cercare di ricoprire al meglio ruoli che non tengono conto del tuo essere “umano e imperfetto”. Che impresa restare complici e alleati in un gioco di parti dagli esiti indefinibili. Perché tu, sotto sotto, vorresti che i tuoi figli ti fossero riconoscenti e ti volessero bene più che a ogni altra persona. Per i sacrifici che fai per loro, per l’impegno che ci metti, per l’amore che provi. Ma ci pensano loro ad aprirti gli occhi, a farti capire che la tua percezione delle cose è diversa dalla loro, che ognuno in famiglia gioca un ruolo fondamentale e insostituibile.
Ci pensano loro, con una semplice frase, a metterti davanti ai tuoi limiti. Alle tue insicurezze, alla paura di non essere la madre modello che vorresti. Quella dei cartoni animati, per intenderci. Sì, insomma, la mamma di Peppa Pig è sempre sorridente e non si arrabbia mai. Non parliamo di quella di Topo Tip, che è pure ultra saggia e ha un self control da far invidia a un asceta. Le mamme le dipingono così, pazienti e attente, capaci di educare e di divertirsi coi propri figli, dolcissime con tutti, soprattutto coi papà.
Tu ti guardi e devi ammettere che…beh, non sei come loro. Perché se tuo figlio rovescia in terra tutto l’impasto della torta che stai cucinando tu ti arrabbi. Perché se lui fa i capricci tu non pensi a sottili strategie che gli facciano comprendere quanto sia in errore. Lo sgridi. Urlando pure. Perché quando il papà torna a casa la sera tu non lo accogli sempre col sorriso ma più spesso con la faccia stravolta di chi non ne può più.
Sì, sei una madre imperfetta. E va bene, me ne farò una ragione. Anche perché, alla fin fine, devo ammettere che io e papà condividiamo la stessa sorte. “Papà, ma non vieni qui a giocare? Uffa, sei brutto. Preferisco la mamma”. Altro che Papà Pig. Lui stanco non lo è mai. E quello di Topo Tip è pure in gran forma. Sì sì papà, c’è di che riflettere…

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