“Per te, cara Julie”. Un giardino, una panchina e la magia del teatro

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Ci sono giornate in cui vorresti avere un cuore impermeabile perché il dolore – il tuo ma anche quello degli altri – ti scuote fino alle fondamenta. E poi uno spettacolo come “Per te. Dedicato a te cara Julie” della compagnia Finzi Pasca, in scena al Creberg Teatro fino a domenica, all’improvviso ti ricorda che l’amicizia salva, l’amore salva, la bellezza guarisce. E allora ringrazi il cielo perché non sei, affatto, impermeabile. La tua corazza è sbrindellata e piena di buchi, sei pieno di cicatrici, le tue ferite sanguinano sempre. Vai a caccia di parole per dare forma a tutte le tue tristezze senza nome – per le persone e le cose che hai perduto – e non riesci a trovarle. Alla fine, però, in un modo misterioso – e te lo dice, ancora, questo spettacolo magico – puoi trovare la strada per il tuo personale giardino. Una volta là, in fondo all’anima può accaderti di sentir nascere una melodia, e di attingere comunque, non sai neanche tu come, il coraggio di cantare di nuovo.

“Per te”, scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca, co-prodotto dal Teatro Donizetti, nasce per ricordare la moglie Julie Hamelin Finzi, scomparsa nel 2016, che era anche un’artista e l’anima stessa della compagnia: “Era una donna che rideva sempre” dice di lei un’attrice. Per lei il teatro era divertimento, poesia, visioni. E nello spettacolo tutto questo si sente: è un inno alla gioia, pieno di meraviglia, di una ricerca estetica raffinata, di numeri acrobatici, di teatro circo, di parentesi comiche come gli intermezzi dei clown, di momenti altissimi di poesia. Gioca sull’alternanza e sulla sovrapposizione dei linguaggi e dei piani teatrali, spostandosi continuamente dal palco al backstage, dalla realtà al sogno, dal presente al passato, con un andamento fluido e avvolgente.

Seguire questo spettacolo è un po’ come prendere un tè con Julie, come si fa con una persona cara a cui vuoi bene e che conosci da sempre, in un ambiente caldo, accogliente, dove depositi -con una leggerezza che non credevi possibile – confidenze ed emozioni profonde, usando parole come carezze. Alla fine non vorresti mai andare via e sei talmente pieno di stupore, di dolcezza e di lacrime che fai fatica perfino ad applaudire. Ha ragione chi lo chiama “teatro della carezza”.
“Per te” è un incantesimo fatto di geometrie limpide, colori, dettagli. Delicatissimo, come il vento che soffia lieve, come i veli che fluttuano (a volte anime, a volte farfalle e fiocchi di neve), come un canto corale a cappella, come il cuore. Basta pochissimo per mandarlo in pezzi. Ma la fragilità, l’elemento asincrono, l’imperfezione, qui, non è un difetto, ma una benedizione. Per informazioni e biglietti www.teatrodonizetti.it.

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