Zimbabwe: l’esercito occupa la capitale Harare. “Ma non è un colpo di Stato”

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“Siamo intervenuti contro criminali vicini al presidente Robert Mugabe e non è un colpo di Stato”: è quanto assicurano i militari che hanno preso il potere nello Zimbabwe. L’esercito, giunto nella capitale Harare, ha bloccato le strade nei dintorni degli uffici del governo, del parlamento e delle sedi giudiziarie. Con un comunicato letto alla tv nazionale, il maggiore generale Sibusiso Moyo sostiene che l’unico obiettivo sono criminali “che causano sofferenze sociali ed economiche alla popolazione” e che una volta compiuta la missione dell’esercito la situazione tornerà alla normalità. “Vogliamo garantire alla nazione che sua eccellenza il Presidente della repubblica dello Zimbabwe e comandante in capo delle forze armate Robert Mugabe e la sua famiglia sono sani e salvi e che la loro sicurezza è garantita”. L’esercito è intervenuto in piena crisi fra il capo dello Stato e quello delle dell’esercito Constantino Chiwenga che aveva criticato la destituzione del vicepresidente Emmerson Mnangagwa, considerato potenziale successore di Mugabe. L’opposizione ha affermato di augurarsi una democratizzazione della nazione. Nel frattempo l’ambasciata degli Stati Uniti nello Zimbabwe ha allertato i cittadini americani di non uscire dalle proprie case fino a nuovo ordine. La scelta di Mugabe, 93 anni, al potere da 30, era finalizzata – secondo Euronews – a lasciare l’incarico alla moglie, Grace Mugabe, discussa figura del regime.
“La situazione stamane è calma nella maggior parte del Paese e le persone hanno ripreso le loro attività quotidiane”. Così, da Harare, padre Fradereck Chiromba, segretario generale della Conferenza episcopale dello Zimbabwe (Zcbc), interpellato dal Sir sulle vicende del Paese. Nella capitale è entrato l’esercito per quello che viene definito “non un colpo di Stato”, ma lo sforzo per “prendere di mira i criminali” intorno al 93enne presidente Mugabe, che “stanno commettendo reati che provocano sofferenze sociali ed economiche nel Paese, e portarli di fronte alla giustizia”, ha detto in televisione il capo di Stato maggiore Moyo. Mugabe nei giorni scorsi aveva rimosso dal suo incarico il vicepresidente Emmerson Mnangagwa, antagonista di Grace Mugabe, la moglie del presidente, nella corsa alle elezioni. I partiti di opposizione parlano invece di “golpe”. I rappresentanti delle diverse Chiese cristiane si riuniranno oggi pomeriggio ad Harare per preparare un messaggio ai fedeli e a tutta la popolazione.

 

Foto Apf/Sir

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