Natale all’Università: la semplicità di stare insieme e vivere momenti belli e leggeri. Come la neve

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Le luci per le vie del centro, gli alberi che si intravedono dalle finestre, le statuine del presepio che escono dagli scatoloni e l’arrivo della neve sono tutti indizi che il Natale stia ormai per arrivare. La magia del Natale in università è vissuta diversamente, non è rumorosa come le canzoni che passano alla radio, luccicante come le palline sull’albero o luminosa come le stradine di Città Alta, è più intima, quasi nascosta.
Nelle aule non ci sono decorazioni di nessun tipo, le sedi restano quelle di sempre, ma iniziano a svuotarsi.
Per tanti universitari Natale significa ritrovare la propria famiglia dopo tanto tempo lontani, in un’altra città, per gli studenti fuori sede in particolare la magia del Natale sta nel tornare a casa, magari portando nel trolley i libri e le dispense da studiare e che puntualmente verranno dimenticate sul comodino, perché la bellezza di ritornare dove si è nati è più grande dell’ansia degli esami.
Sì perché Natale per gli universitari significa anche tracciare il bilancio del primo semestre e che tu sia una matricola o vicina alla laurea non conta, la sessione invernale fa paura solo a sentirla pronunciare e a Santa Lucia non si chiedono più le caramelle ma i crediti universitari.
Per questo l’università si svuota e si riempiono le aule studio e quel vuoto non fa Natale, il silenzio non fa Natale.
In Università non trovi Natale, sei tu che devi cercarlo, ed è una caccia al tesoro della bellezza, sul percorso trovi gli abbracci di chi parte, gli scambi di regali tra matricole che fino a sei mesi prima erano estranee, e tra i quasi laureati che in quello scambio rivivono i ricordi di un pezzo di giovinezza vissuta insieme.
I professori si salutano a loro modo, non si sciolgono mai, tranne qualcuno che dedica una lezione per mangiare tutti insieme una fetta di panettone o si presenta con il cappello di Babbo Natale.
Il Natale potrebbe sembrare tiepido in Università, ed in un ambiente laico la dimensione cristiana sembrerebbe non trovare spazio, ma si riaccende invece stando fuori dalle porte a volantinare per la Messa di Natale chi incontriamo.
“Che bello che fate la Messa”, “Quando è quest’anno?”, “Poi si mangia il panettone insieme vero?” in quel momento ti rendi conto che forse le aule non si sono solo svuotate per la paura dell’arrivo degli esami, ma perché anche in un ambiente laico e a volte asettico si aspetta ancora l’arrivo di qualcosa di grande.
Si aspetta quel Natale che è Lui che è sceso ad abitare le nostre case e tra queste anche le aule universitarie, si aspetta lo stare insieme e l’incontro dell’altro.
Non ci si aspetta grandi cose ma la semplicità dello stare insieme e del sentirsi leggeri come una neve, senza pensare a gennaio ma vivere il presente.
Per la Fuci questo è un momento importante ma anche tanto impegnativo, però lo stare insieme, il ritrovarsi ci aiutano a rendere ogni giorno un po’ Natale.
Forse alla fine della ricerca del Natale in Università ci siamo proprio noi, che proponiamo una Messa per tutta la comunità in cui viviamo, dai professori agli studenti al personale tecnico amministrativo.
Quest’anno sarà il 12 Dicembre alle 17.45 il momento in cui tutta l’Università e la Chiesa di Bergamo si incontreranno per vivere insieme il Natale e noi saremo a casa nostra, nella Chiesa di Sant’Andrea pronti ad accoglierla.

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