Cinque parrocchie, un centro d’ascolto Caritas a Negrone: anche nell’attenzione ai più fragili l’unione fa la forza

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Poco più di diecimila abitanti, quasi 60 associazioni di volontariato: Scanzorosciate riserva una grande attenzione alle fragilità, alla malattia, alla povertà, insomma questo grande fermento di gruppi e di attività indica una certa sensibilità sociale. “Non sono tutte associazioni cattoliche – sottolinea Franco Zerbini, diacono e coordinatore del Centro primo ascolto e coinvolgimento della Caritas interparrocchiale dell’unità pastorale di Scanzorosciate – ma lavoriamo insieme nel tavolo di coordinamento “volontariamo” promosso dal Comune per questo settore”. Nel Cpac interparrocchiale, nato quattro anni fa, sono impegnate una decina di persone. I volontari fanno parte di tutte e cinque le parrocchie dell’unità pastorale.

La sede, prima a Scanzo, è stata trasferita da pochi mesi presso la parrocchia di San Pantaleone a Negrone. L’attività è duplice: “Ci rivolgiamo alle persone più fragili – spiega Franco – e all’ascolto delle situazioni di povertà. Restiamo aperti il mercoledì pomeriggio dalle 16 alle 18. Forniamo aiuti di diversa natura; a volte accompagniamo le persone con la semplice distribuzione di pacchi alimentari, vestiti, contributi per il pagamento delle bollette. Accanto a questo però cerchiamo di creare con loro delle relazioni, e di aiutarle a stringere legami con il resto della comunità, in modi semplici come pranzi, passeggiate e visite delle famiglie”.
Secondo obiettivo della Caritas interparrocchiale, non meno importante, è quello della sensibilizzazione alla carità delle comunità cristiane. “Promuoviamo incontri di formazione e di approfondimento – prosegue Fabio – e cerchiamo di tessere relazioni tra i numerosi gruppi parrocchiali e con le altre associazioni di volontariato del paese”.

Nascono collaborazioni fertili e positive, come quella con il gruppo di trasporto che aiuta anziani e malati nelle necessità quotidiane: li porta alle visite mediche, li accompagna nelle commissioni. Quella degli anziani e dei malati è soltanto una delle molte “fragilità” presenti su questo territorio: c’è chi ha perso il lavoro, chi ha ferite fisiche o legami familiari spezzati, chi ha bisogno di aiuto per superare un lutto, chi si trova in una situazione “strutturale” di povertà, chi soffre di disagio psichico. Per informazioni e contatti c.ascoltoscanzo@libero.it.

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