Comenduno, per i cento anni della parrocchia una mostra al Museo della Torre

0

Una vecchia stalla per i cavalli trasformata in un museo: nasce così il Museo della Torre di Comenduno. Situato nella villa appartenuta a Camilla Gout Briolini, il museo etnografico racconta la vita contadina novecentesca della bassa e media Val Seriana tramite dei reperti donati all’associazione “Amici del Museo della Torre”, il cui compito è quello di gestire la struttura e di collaborare con le scuole elementari del territorio per laboratori atti ad avvicinare i più giovani ad una realtà a loro quasi ignota, ma dalla quale discendono.
Oltre a questi compiti, l’associazione si impegna annualmente ad organizzare mostre che possano raccontare storie particolari avvenute sul territorio. In occasione della ricorrenza del centesimo anniversario della parrocchia di Comenduno, l’associazione ha voluto allestire una mostra riguardante questi primi cento anni della comunità.
Il 18 novembre 1917 rinasceva la parrocchia di Comenduno dopo la separazione dalla parrocchia vicina di Desenzano alla quale era stata unita, in un anno sconosciuto antecedente al 1312, per via delle alluvioni dovute al fiume Serio che all’epoca minacciavano pericolosamente la chiesa di Sant’Alessandro. Unificando le due comunità, la chiesa di riferimento divenne quella di San Pietro a Desenzano dove i sacerdoti erano molto più presenti rispetto a Comenduno e ciò andò ad intaccare l’armonia tra le parrocchie. La volontà che portò alla rinascita della parrocchia di Comenduno è raccontata in undici pannelli esposti alla biblioteca di Albino fino a domenica 28 gennaio. Dalle alluvioni che misero in pericolo la chiesa di Sant’Alessandro alle centrotrenta firme per la nuova parrocchia, i pannelli ripercorrono eventi importanti della storia comendunese come il nuovo oratorio maschile, la revisione dei confini, i caduti della prima guerra mondiale e la costruzione della nuova chiesa con la dedica a Cristo Re. A caratterizzare la storia della parrocchia di Comenduno non furono solo i fatti, ma anche i personaggi che abitarono il territorio come, ad esempio, donna Camilla Gout Briolini. Vedova e senza figli, la signora Briolini si trasferì nella sua villa a Comenduno circondata dalla sua servitù. La sua presenza fu molto importante non solo per il sostegno alla rinascita della parrocchia, ma anche per la creazione dell’asilo di San Giuseppe che accoglieva tutti i bambini del paese e dell’oratorio femminile in cui venivano impartite lezioni di taglio e cucito per introdurre le giovani al mondo lavorativo. Alla sua morte Camilla fu sepolta nella cappella di famiglia del vecchio cimitero di Gazzaniga, ma il suo ricordo rimane vivo grazie alla lapide dedicatagli presente in sagrestia.
Per approfondire nei minimi dettagli la storia del centenario della parrocchia, alla mostra è stato affiancato un libro illustrato dal titolo “100 anni con un cuore giovane” al cui intero vi sono aneddoti e articoli di giornale che analizzano la vicenda nel contesto storico.
Dalla mostra traspare tutta la volontà di una comunità di essere riconosciuta come parrocchia, un desiderio che, con l’impegno di ciascuno, è divenuto realtà.

Share.

Lascia un commento