Erica Villa: «L’unico vero limite è il coraggio. La disabilità non è un ostacolo»

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Nella foto: Erica Villa con Fabio Marcassoli

Erica Villa è una ragazza speciale. Da quando è nata è impegnata a sfidare i suoi limiti fisici: a causa di un problema avvenuto nel parto non può camminare, secondo i medici avrebbe dovuto vivere come “un vegetale”. Lei però ha ribaltato le previsioni: con l’amore e il sostegno costante della sua famiglia ha imparato a stare seduta e perfino a muovere qualche passo con le stampelle, a parlare, a scrivere, si è diplomata, e nel settembre scorso, grazie all’amico e campione sportivo Fabio Marcassoli che l’ha portata con sé spingendo la carrozzina ha perfino partecipato alla Maratona Città dei Mille di Bergamo. Il primo, immaginiamo, di molti traguardi perché Erica è davvero, come dice di lei il suo insegnante d’italiano “un carro armato”. La sua grande passione, ora, è la scrittura perciò da oggi scriverà articoli anche per il nostro Santalessandro: siamo felici e orgogliosi di ospitarli. Buona lettura.

“Da ventiquattro anni sono una ragazza diversamente abile. Dall’età di diciassette anni questo mio stato mi pesa, ma non perché la mia famiglia me lo faccia pesare, ma perché desidererei essere autonoma.”

La disabilità non è un ostacolo. Lo sto capendo ultimamente su di me, sulla mia pelle.
Durante l’adolescenza avevo dei sogni e pensavo: “Chissà se un giorno, mi sarà possibile realizzarli e progettare qualcosa!”. Ne ho avuto proprio la conferma a fine settembre che niente è impossibile se ci si crede.
Da quasi quattro mesi, dentro di me, si è scatenata un’adrenalina incredibile e voglio fare vedere al mondo intero cosa sono in grado di fare, nonostante i limiti fisici. Questi limiti esistono e si chiamano così solo se diamo la possibilità agli altri di vederli!
Da piccola quando andavo al mare d’estate, ad un certo punto della passeggiata serale chiedevo ai miei genitori di voler camminare. Loro esaudivano sempre questo mio desiderio e camminavo in mezzo a loro tenendo per mano mio papà e mia mamma, percorrendo il lungo mare.
Qualche anno dopo mi trovavo a San Pellegrino per un gelato. Ad un certo punto ho chiesto a mio papà: “Puoi venire un attimo, per favore? Ti devo dire una cosa. Lui mi risponde: “Vieni tu, Erica!”. Nel frattempo, mamma mi dice: intanto che mi aspettate, vado a prenderti la coppetta. Con grande spirito di volontà mi sono detta: “Io ce la faccio!” e così facendo ho raggiunto mio papà alla panchina di fronte camminando da sola. Si è commosso talmente tanto che ha detto a mamma: “Guarda Erica!” e lei mi ha osservata a mia insaputa da dietro la pianta.

Cosa aggiungere? La forza di volontà è la molla che ci permette di superare le difficoltà della vita.

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