La vita ferma di Lucia Calamaro al Teatro Sociale. Uno spettacolo sul dolore del ricordo

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«Di che cosa ti ricorderai? Se imballi, se butti tutto?» È uno spettacolo forte, e insieme delicatissimo, sul dolore del ricordo «La vita ferma» di Lucia Calamaro, in scena giovedì 11 gennaio nell’ambito della rassegna «Altri Percorsi» al Teatro Sociale di Città Alta. Sono due ore e venticinque minuti più due intervalli, sì, ma scorrono velocissime. Una successione di dialoghi serrati, frizzanti, profondi ma allo stesso tempo divertenti e molto intimi: li ascolti e sembra che ti contengano, come le braccia di qualcuno che ti è caro, ti accoglie, ti conosce. Lucia Calamaro, una delle più interessanti autrici della scena teatrale italiana contemporanea, ha il dono raro di affrontare temi di grande spessore senza prendersi mai completamente sul serio, con un’ironia intelligente e sottilissima. Uno humor che non allontana, non crea distanza, ma tocca in modo diverso le corde dell’emozione. «Lo spettacolo – spiega Calamaro – nasce da una domanda a cui non so dare un’immediata risposta verbale: “che cosa succede con i nostri morti una volta che non sentiamo più il dolore della loro perdita?” Continuano ad essere presenti accanto a noi o svaniscono piano piano man mano che il dolore va scemando? Ci ho fatto un giro largo intorno ed è nato lo spettacolo, che non dà risposte. All’inizio non ci credi, ma è così. Con il tempo per una perdita non si soffre più, e la distanza intacca anche l’intensità del ricordo, fa calare un velo. A me non sembra un bene, io mi giudico per aver lasciato andare i miei morti. Ho voluto stimolare le persone a coltivare un rapporto diverso con il ricordo». In scena ci sono “tre vivi qualunque”, padre, madre, figlia, costretti a misurarsi con l’incidente e la perdita. Lui, Riccardo, storico e nostalgico fissato con Paul Ricoeur e i sinonimi; lei, Simona, quasi danzatrice ed eccentrica fissata col sole e coi vestiti a fiori; la figlia Alice, da subito troppo sensibile, fissata col volere intorno gente che le parli. Simona dopo lunga malattia muore. Alice e Riccardo devono misurarsi con questo evento che ha segnato una svolta brusca nel racconto delle loro vite. Lucia Calamaro invoca nello spettacolo il diritto “di affermare la tragica e radicale insostituibilità di ogni oggetto d’amore perso, di ogni persona cara scomparsa”. Contributi pitturali di Marina Haas. Interpreti: Riccardo Goretti, Alice Redini, Simona Senzacqua. Produzione Sardegna Teatro, Teatro Stabile dell’Umbria e Teatro di Roma in coproduzione con Festival d’Automne à Paris / Odéon-Théâtre de l’Europe e in collaborazione con La Chartreuse – Centre national des écritures du spectacle. Prezzi biglietti: promozione last minute 5 Euro. È anche possibile acquistare biglietto per La vita ferma e per Va’ pensiero (Stagione di Prosa al Creberg Teatro dal 18 al 21 gennaio) al prezzo complessivo di 19 Euro. Info: 035 4160601/602/603, www.teatrodonizetti.it.

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