Le opere di Emilio Maria Locati in mostra al Macs di Romano di Lombardia: «Uno scultore totale»

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«Uno scultore totale». Così il curatore Fernando Noris definisce l’artista Emilio Mario Locati (Bergamo 1909-Grumello del Monte 1991), in occasione della mostra «A uom… che in mente non ha che arte» esposta al Macs, Museo di Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia, dopo il grande successo, nei mesi scorsi, a Palazzo Micheli di Grumello del Monte.

Quest’esposizione è stata resa possibile grazie al coinvolgimento di tanti soggetti e istituzioni: il sindaco e assessore all’Istruzione e alla Cultura Nicoletta Noris, la Pro Loco di Grumello, il Circolo Artistico, il curatore Fernando Noris, il direttore del Macs Don Tarcisio e soprattutto i familiari di Emilio Locati che hanno concesso le opere esposte. Inoltre, in occasione dell’inaugurazione, è intervenuto anche il Coro alpino di Martinengo che, sotto la direzione di Vincenzo Quarti, ha voluto ricordare l’artista con un concerto e mostrando il cappello che indossava quando era nell’area 512 degli alpini.

«A uom… che in mente non ha che arte» è un’ampia raccolta di oltre sessanta opere che comprendono disegni preparatori, dipinti e sculture con vari materiali quali legno, gesso, terracotta, marmo di piccole e grandi dimensioni, « i cui soggetti sono principalmente la figura femminile e la giovinezza» sottolinea Fernando Noris.

Emilio Mario Locati nasce a Bergamo il 24 ottobre 1909. Nonostante i genitori sognino per lui un futuro diverso, il giovane Emilio sente dentro una fortissima passione per la scultura. Comincia a svolgere l’apprendistato da garzone in un’azienda di Bergamo rinomata per la lavorazione dei marmi dove apprende il lavoro artigianale e la lavorazione del marmo. Tra il 1927 e il 1928,guidato dal famoso pittore Luigi Brignoli, Emilio partecipa ai corsi di disegno organizzati dall’Accademia Carrara per i giovani meno abbienti per poi iscriversi a quelli di disegno e pittura tenuti da Contardo Barbieri. In quel periodo, Emilio frequenta le migliori personalità della cultura presenti a Bergamo: Romeo Bonomelli, Attilio Nani, Tobia Vescovi, Luigi Broggini, Cesare Sgangero,Erminio Maffioletti, Ernesto Quarti Marchiò e Giacomo Manzù con cui ha coltivato una profonda amicizia dall’infanzia fino agli sessanta.
Inoltre, Emilio inizia a realizzare le sue prime opere in marmo raffiguranti la Testa della moglie e Testa di giovane, Pastorello, Cristo e Giuda in terracotta partecipa a mostre e concorsi ricevendo premi e riconoscimenti in varie città italiane. Nel 1940 viene richiamato al servizio militare e tre anni dopo, Emilio si unisce ai partigiani, ritornando poi a dedicarsi all’arte.
Nel 1950 si trasferisce a Grumello del Monte dove apre uno studio dedicandosi intensamente alla scultura in marmo, bronzo, terracotta per commissioni private della città. Tra le opere più famose ricordiamo: il monumento in marmo rosso di Asiago agli Alpini di Grumello del Monte nel 1956, la fontana di Pinocchio nel 1958, la Madonna dl viandante per il campanile del santuario della Madonna delle Rose di Albano Sant’Alessandro nel 1961, gli stemmi Casato Colleoni  in marmo bianco nel 1964, il monumento alla Resistenza in marmo rosso di Asiago e bianco di Zandobbio  nel 1965, due bassorilievi in bronzo intitolati Allegorie dell’Italia e della JugoslaviaL’incontro di due partigiani italiani e jugoslavi sotto l’altare della pace  nel 1969, il monumento Penne Nere  a Telgate  nel 1970, due sculture in rosso di Asiago per la chiesetta degli Alpini a Grumello intitolati Madonna e Maddalena nel 1985 e infine I pescatori  realizzata in terracotta nel 1991 anno in cui Emilio muore il 13 novembre.

La mostra «A uom… che in mente non ha che arte» si potrà visitare fino al prossimo 11 febbraio a ingresso gratuito nella Sala Alberti del Macs, in Piazza Fiume di Romano di Lombardia il sabato e i giorni festivi dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la segreteria del museo al numero 0363902507 e all’indirizzo mail info@artecutlurasacra.com.

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