Looking for Odisseo: a Leffe una mostra racconta i barconi e i viaggi della speranza

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Venerdì 12 gennaio, presso l’Auditorium dell’oratorio di San Martino a Leffe, verrà inaugurata la mostra “Looking for Odisseo”, un progetto realizzato dal documentarista leffese Luca Capponi, 29 anni, insieme a Mariana de Carlo, antropologa. Luca, che attualmente vive a Palermo dove sta frequentando il Centro Sperimentale di Fotografia, venerdì sarà presente personalmente per poter raccontare questa forte esperienza: a luglio 2016 è infatti salpato a bordo della nave Aquarius, dell’associazione umanitaria Sos Mediterranée, per dare un volto a coloro che operano nel Mediterraneo impegnati nella salvaguardia delle vite umane in pericolo. La mostra è stata fortemente voluta dal parroco del paese don Giuseppe Merlini e proposta dai consiglieri comunali Marta Frana e Giordano Feltre, organizzata dall’oratorio con il patrocinio del Comune. «Sia io che Mariana – racconta il giovane documentarista – avevamo da tempo il desiderio di capire e comprendere sul campo il fenomeno delle migrazioni. Abbiamo presentato il progetto al bando Fuorirotta, siamo arrivati 12esimi e attraverso il crowdfunding abbiamo raccolto la somma necessaria». Il bando Fuorirotta mira a riqualificare l’idea del viaggio, sovvenzionando viaggi non convenzionali, che ne esaltano la centralità come conoscenza dell’altro e come veicolo di contaminazione tra punti di vista. Il nome del progetto, questa ricerca di Odisseo, «è la ricerca di un ipotetico Ulisse, l’emblema dell’immigrato che parte, non sa a cosa andrà incontro e dopo un po’ vorrebbe tornare a casa. Spesso dimentichiamo che i migranti vorrebbero ritornare al loro Paese». Saliti sull’Aquarius, da Trapani dopo due giorni e mezzo di navigazione arrivano nei pressi di Tripoli, dove si aspetta la chiamata del Maritime Rescue Coordination Centre che localizza i gommoni. Al terzo giorno, avvistano un gommone e vengono recuperate 220 persone: «È stato un momento molto emozionante – prosegue -, c’erano molte donne con bambini, sono state le prime ad essere recuperate, piangevano, e in quel momento, filmandole, mi sono reso conto che quello era il motivo per cui ero lì». «Un giovane minorenne mi ha mostrato un foglietto: era tutto inumidito dal viaggio. Mi ha spiegato che credeva di morire mentre continuava a perdersi nel Sahara, dove è rimasto intrappolato per circa due mesi in cerca della giusta rotta e così ha deciso di raccogliere la sua testimonianza su quel piccolo lembo di carta. Ora, a bordo, si sentiva finalmente al sicuro e mi chiedeva un nuovo pezzo di carta ed una penna per scrivere le sue nuove parole di vita. È stata l’occasione per distribuire a tutti carta, penne e colori che avevamo portato con noi dall’Italia. Qualcuno li ha usati per creare dei giochi da tavola, altri per disegnare o scrivere poesie e canzoni, chi per raccontare la propria storia, altri ancora per regalare un ricordo all’equipaggio della nave, la magia della condivisione si è dischiusa ai nostri occhi. Il disegno ed il canto si sono sostituiti al senso di smarrimento». In seguito attraccano a Taranto, dove i migranti vengono smistati nei vari hotspot. L’esperienza è stata narrata sulla pagina facebook e un diario di bordo ha raccolto i pensieri e le sensazioni provate. «Con il materiale raccolto stiamo lavorando a un web doc, che non prevede interviste frontali, ma sarà più osservativo, un ritratto della vita sulla barca visto dall’esterno». All’inaugurazione della mostra verrà mostrato il lavoro finora prodotto e verranno letti alcuni estratti del diario di bordo, parafrasati e riadattati in prosa. Luca porterà inoltre la sua testimonianza anche sabato, sempre a Leffe, durante un incontro interculturale per la giornata mondiale dei migranti e rifugiati. Quest’altra iniziativa è promossa dal Vicariato della Val Gandino grazie alla collaborazione delle parrocchie e della Consulta degli stranieri del Comune di Gandino. Il programma di sabato 13 prevede dalle 18,30 l’accoglienza all’oratorio di Leffe, dalle 19 la testimonianza di Luca con foto, video e dibattito; alle 20,15 buffet internazionale aperto alle famiglie infine alle 21,30 animazione con giochi e musica. La partecipazione alla serata è riservata solo alle famiglie residenti in Val Gandino.
Per chi fosse invece interessato alla mostra «Looking for Odisseo» e volesse proporla sul territorio, può contattare il documentarista al 339 701 9435. La mostra sarà visitabile a Leffe fino al 14 gennaio.

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