«Tessitori di voce»: accanto ai malati per regalare storie, speranza e allegria

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“Ci chiamano Tessitori di Voce. Abbiamo uno scopo: leggere. Abbiamo un sogno: diffondere storie. Andiamo in ospedale per regalare spensieratezza, riflessioni, squarci di luce”. Così si presentano i “Tessitori di voce”, speciali volontari che mettono il loro tempo e la passione per la lettura a disposizione dei pazienti negli ospedali.

Quest’anno il progetto, già rodato all’Istituto Humanitas a Rozzano, approda a Bergamo: verrà infatti presentato venerdì 26 gennaio, dalle ore 17 alle ore 18 in Humanitas Gavazzeni per proporlo nell’ospedale in collaborazione con Fondazione Humanitas, che è già presente in tutte le degenze con i suoi volontari impegnanti in varie attività di sostegno ai malati e loro familiari. Un modo di prendersi cura dell’altro attraverso la mente, l’emozione, la memoria.

Ideato nel 2012 dal direttore artistico della compagnia teatrale “La Piccionaia” Carlo Presotto, in collaborazione con la Fondazione Zoé (Zambon Open Education) di Vicenza, il progetto “Tessitori di Voce” ha l’obiettivo di fornire un supporto ai pazienti costretti in ospedale per lunghi periodi.

Nello specifico, consiste nel formare un gruppo di voci narranti che leggano ad alta voce testi accuratamente scelti, in strutture ospedaliere e contesti psicologicamente difficili. Ha quindi una doppia valenza sociale, in quanto dona beneficio ai pazienti, ma coinvolge anche una parte della cittadinanza in attività di volontariato e crea importanti momenti di condivisione e relazione tra degenti e lettori.

Dopo l’incontro conoscitivo di venerdì 26 gennaio, in Humanitas Gavazzeni prenderà il via il reclutamento degli aspiranti lettori che saranno coinvolti in un laboratorio di formazione ad hoc con l’obiettivo di insegnare loro a usare la voce in modo caldo, partecipato e coinvolgente per l’ascoltatore, e di prepararli alla relazione con i pazienti in situazioni che possono essere delicate e complesse.

I Tessitori non sono solo dei lettori: uno dei segreti del “donare la propria voce” è nascosto nel significato che il testo riveste per chi lo legge. Quando il libro appartiene alla storia del lettore, che ne diventa in qualche modo testimone, succede qualcosa di particolare: l’ascoltatore sente che la lettura gli apre il cancello di un luogo dell’immaginario in cui fare esperienza di libertà.

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