“Tre manifesti a Ebbing, Missouri” conquista tre Golden Globes. Nelle sale dall’11 gennaio

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Alla 74ª Mostra del Cinema della Biennale di Venezia “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” di Martin McDonagh è stato uno dei film in Concorso tra i più apprezzati dalla critica, vincitore del Premio per la miglior sceneggiatura. Il film si è appena conquistato anche tre Golden Globes ed esce ora nelle sale italiane, dall’11 gennaio, mentre in America si delineano le candidature agli Oscar dove il film appare favorito soprattutto per la performance dell’attrice protagonista Frances McDormand, già vincitrice di un Oscar per “Fargo” nel 1996. La storia si snoda nel cuore degli Stati Uniti, nella periferia rurale dell’America: Mildred (McDormand) ha perso la giovane figlia in seguito a un’aggressione con stupro. Devastata dal dolore, non riesce ad accettare l’inerzia nelle indagini della polizia locale. Per smuovere le coscienze della cittadina, Mildred scrive dei messaggi e li fa affiggere su tre grandi cartelloni stradali all’ingresso di Ebbing. Tema delicato e rovente, che la sceneggiatura nonché la regia gestiscono con attenzione e incisività, con una grande forza espressiva. Centrale è l’interpretazione di Frances McDormand, una madre che si ribella dinanzi al silenzio omertoso dei concittadini. Film non solo arrabbiato contro una palese ingiustizia, ma anche capace di trasmettere uno sguardo positivo verso un possibile perdono.
È dedicata alle relazioni di coppia la nuova commedia di Carlo Verdone, “Benedetta follia”, che vede nel cast anche Ilenia Pastorelli, Lucrezia Lante della Rovere, Maria Pia Calzone e Paola Minaccioni. Verdone ritorna su un plot narrativo a lui caro, ovvero i problemi di coppia e gli equivoci sentimentali. La storia: Guglielmo è sposato da 25 anni e conduce un’attività di articoli religiosi. All’improvviso la moglie Lidia lo abbandona, lasciandolo nello smarrimento e incertezza. Sarà la sconclusionata commessa Luna a suggerirgli un modo per reagire. Una commedia che alterna provocazione a esuberanti gag umoristiche secondo il noto stile verdoniano.
Sembra un “Jumanji” in salsa horror “The Midnight Man” di Travis Zariwny: dei giovani trovano nella soffitta di casa un gioco che chiama in capo una presenza sinistra e maligna allo scoccare della mezzanotte. Per amanti del genere, senza troppe sorprese.
È un’animazione targata Italia-Polonia “Leo Da Vinci. Missione Mona Lisa” di Sergio Manfio, che riprende la storia di Leonardo Da Vinci, concentrandosi sull’adolescenza fantastica dell’artista alla ricerca di un tesoro insieme alla giovane innamorata Lisa. La figura di Leonardo viene utilizzata in chiave educational per raggiungere un pubblico di piccoli.

(*) Commissione nazionale valutazione film Cei (*)

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