L’incredulità di San Tommaso di Albrecht Dürer al Macs di Romano di Lombardia per «Un’opera al mese»

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«Vi sono pittori per cui l’incisione rappresenta una via secondaria, e quasi di campagna, un modo di  prendersi le vacanze dalla pittura: altri, per cui l’incisione diviene il fulcro stesso della forma pittorica» così afferma Cesare Brandi, storico dell’arte facendo, probabilmente, riferimento ad artisti come il pittore e incisore del Rinascimento nordeuropeo Albrecht Dürer.

L’incisione, detta anche “grafica d’arte”, è una tecnica artistica molto antica. Le prime incisioni, infatti, risalgono alla Cina del VI secolo a.C. dove si praticava la xilografia per la riproduzione di figure e caratteri su stoffa. A seguire, con la diffusione della carta, verso il XIV secolo, il metodo xilografico giunse in Europa estendendo la sua produzione a immagini per testi sacri e carte da gioco. Poi, nel XVIII, la xilografia viene realizzata su tavolette di legno duro e, in base all’uso orizzontale o verticale del tronco, l’incisione può essere a testa o a filo.  Una matrice di legno veniva intagliata e scavata per evidenziare il disegno che, terminato si prendeva di nuovo la matrice, veniva riempita di inchiostro e pressata successivamente su un foglio di carta.

Nell’ambito dell’iniziativa «Un’opera al mese» al Macs di Romano di Lombardia è stata commentata la piccola xilografia L’incredulità di San Tommaso dalla relatrice Orietta Pinessi, insegnante di storia dell’arte all’Università degli Studi di Bergamo.

L’incredulità di San Tommaso è la xilografia numero 34 tratta dalla serie di incisioni Piccola Passione realizzata nel 1511, attraverso cui Dürer «riesce a diffondere il messaggio cristiano in Nord Europa attraverso una visione umanizzata e popolare» racconta Pinessi. Qui ammiriamo la mano di Gesù che prende quella di Tommaso per toccare la ferita; «il Suo gesto scoperchia il carattere dell’apostolo timido; mentre gli altri personaggi si accodano a guardare».

Successivamente, altri pittori italiani s’ispirano a quest’incisione come Jacopo da Empoli, Bernardino Strozzi (1581-1644), Domenico Fetti (1589-1623) e Caravaggio. Quest’ultimo, tra il 1600 e il 1601, realizza in olio su tela il dipinto L’incredulità di San Tommaso. In questo quadro, «Caravaggio – aggiunge Pinessi – sembra quasi ricorrere allo zoom rispetto all’incisione di Dürer; i protagonisti, infatti, sono alla stessa altezza dell’osservatore facendolo diventare un “quinto personaggio” e il gesto di Gesù che prende la mano di Tommaso guidandola verso la ferita diventa il fulcro dell’opera raccontandone l’accaduto».

Albrecht Dürer nasce a Norimberga nel 1471 ed è terzo di otto figli. Dopo essere stato istruito dal padre come orefice, nel 1486 Dürer viene avviato alla bottega del pittore M. Wolgemut e comincia a realizzare alcuni disegni firmando con la siglia “Ad” e poi nel 1496 la sostituisce con un monogramma. Due anni prima, nel 1494 Dürer era in Italia per scoprire l’arte rinascimentale e la corporeità delle figure. Nello stesso anno, quando torna a Norimberga, Dürer si sposa con Agnese, la figlia di Hans Frey. Contemporaneamente, Dürer si afferma come incisore ed editore di libri illustrati e «realizza una serie di xilografie come Apocalisse, Grande Passione, Piccola Passione e Vita della Vergine» conclude la relatrice Orietta Pinessi . Dürer muore a Norimberga nel 1528.

Ricordiamo infine, il prossimo appuntamento dell’iniziativa «Un’opera al mese» si terrà domenica 4 marzo: si commenterà nella Sala Tadini del Macs, l’incisione La deposizione della croce  di Rembrandt con il relatore Claudio Sugliani.

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