La Casa di Leo: un luogo per famiglie con bambini malati e un simbolo di resistenza

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Faccio parte da qualche anno di un’associazione – gruppo volontari S.T.H. di Treviolo. Giovedì 11 gennaio sono stata invitata da loro a partecipare alla premiazione di questa associazione assieme ad altri miei compagni con disabilità di altri paesi limitrofi, presso la Sala Viterbi della provincia di Bergamo.
L’evento si è svolto così: il presidente della provincia Matteo Rossi ci ha illustrato alcuni video significativi che riguardavano i paesi a cui consegnare la benemerenza. Tra questi, come accennato sopra era presente Treviolo e nel video ho ascoltato le commoventi parole del sindaco Pasquale Gandolfi, nonché anche vicepresidente della provincia di Bergamo. Dopo tutto ciò, ho seguito attentamente il progetto che ha migliorato la nostra Treviolo.
L’evento che mi ha commossa più di tutti è stato quando con i miei occhi ho visto la costruzione della “casa di Leo”: una struttura abitativa dedicata alle famiglie e ai bambini ospitati presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, voluta e realizzata da “EOS la Stella del Mattino”, associazione vivace e attiva che sostiene le famiglie dei bambini ricoverati a Bergamo da tutta Italia. «L’edificio – dice il sindaco Gandolfi -, che prende vita in via Aldo Moro a Treviolo, ha l’ambizione, grazie all’aiuto e alla solidarietà anche di tutta la comunità che mi onoro di rappresentare, di divenire fulcro di serenità e amore per i bambini e le famiglie che dovranno affrontare momenti di difficoltà causati dalla malattia». La struttura sarà dedicata a un piccolo grande uomo: Leonardo Morghen, scomparso nel febbraio 2015 a soli dieci anni a causa di una malattia rara e sconosciuta.
La testimonianza che ha lasciato Leonardo è stata: “Alle persone che sono come me o hanno altri problemi dico: non smettete di combattere, resistete!”.

 

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