Maciniamo chilometri con il camper di “Young’s”. E qualcuno ci chiede: “Ma è legale?”

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Quando quest’estate ci siamo trovati per parlare di cosa mettere nello zaino per iniziare l’avventura nel mondo dei giovani, non avrei mai immaginato di trovarmi su un treno che da subito dovesse correre ad alta velocità.
Il nostro impegno, la creatività e l’entusiasmo di essere giovani, a volte anche un po’ folli, ci ha fatto diventare un Frecciarossa, e volevamo che tutto questo progetto fosse caratterizzato dalla dinamicità.
Un A380 sarebbe volato troppo in alto, un treno in corsa sarebbe stato difficile da prendere e quindi ci siamo affidati a un camper.
Un camper che potesse raggiungere i giovani nei luoghi che abitano, che partisse vuoto per tornare alla base pieno delle storie, desideri, sogni ma anche preoccupazioni dei giovani incontrati, in movimento per scoprire ma anche farsi scoprire da tutto il mondo adulto.
In questi mesi il camper ha iniziato a macinare chilometri su e giù per le strade del nostro territorio, un giorno è arrivato da noi in Università ed è stata un’esperienza sensazionale.
Sensazionale non solo perché grazie al nostro mitico autista Jonathan è riuscito a superare le molteplici barriere di Citta Altà, ma perché dopo averlo progettato per tanto tempo, finalmente il camper di Young’s era lì davanti a me, in un luogo che abito tutti i giorni, la sfida era finalmente cominciata.
Essere camperista è stata una sfida non da poco, ma la curiosità dei giovani universitari è stata capace di superare tutte le prime difficoltà, creando subito uno spirito di squadra, nonostante fino a cinque minuti prima fossimo perfetti sconosciuti.
Quali difficoltà ci sono state? Sicuramente la diffidenza provocata da qualcosa di nuovo e inaspettato ci sono state delle volte in cui ci siamo sentiti dire “No, no, scusate ho fretta” da persone con la tipica camminata da domenica pomeriggio a Orio Center, oppure il terzo grado: “Chi siete?”, “Cosa fate?”, “Ma è legale?”.
Oltre alla diffidenza è arrivata però la curiosità, molti giovani si sono fermati incuriositi e hanno iniziato a raccontarci di loro, in particolare mi ricordo una coppia di fidanzati che nell’attività da noi proposta di pescare un oggetto da un cesto si erano ritrovati uno con il portafoglio e l’altra con i soldi, che dire a quel punto? Li abbiamo convinti che il camper fosse un segno del destino per marcare la loro compatibilità perfetta.
Ricordo i tanti studenti Erasmus stupiti dall’entusiasmo dei giovani bergamaschi, altri meravigliati dal fatto che la Chiesa potesse pensare ad un progetto tanto nuovo, fresco e innovativo, ma anche a chi pescando l’agenda e leggendo “Incontro catechisti” abbia detto: “Eh no! Non sarete della Chiesa!”.
Essere camperisti è una gara con te stesso, perché costantemente ti interroga sul perché stai facendo questo e quali motivazioni ti portano ad essere in un luogo che tu stesso frequenti, ma dove devi essere capace di provocare.
E’ una gara oltre il no che potrebbe arrivare, la diffidenza e a volte purtroppo con il gelo o la neve! Ma una volta che credi nella formazione, e insieme trovate una tattica allora sì che riesci a trasformare il camper in una Ferrari.
Young’s è un progetto che travolge ed investe, costa fatica e tanto impegno, ma è un viaggio tra mille strade che non pretende di avere un’unica e certa destinazione, per questo ognuno di voi può percorrerlo insieme a noi.

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