Quei preti che sventarono i bombardamenti su Bergamo. La Chiesa nella Resistenza non fu “attendista”

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Verrà consegnato a tutti i parroci l’ampio studio della dott. Barbara Curtarelli, studiosa esperta del mondo cattolico anche per via del riordinamento da lei operato di non pochi archivi parrocchiali, recentemente pubblicato dal Centro Studi Valle Imagna, dal titolo Ho fatto il prete. Il clero di Bergamo durante l’occupazione tedesca (settembre 1943-aprile 1945). Si tratta di un periodo cruciale della storia della Chiesa di Bergamo, finora solo parzialmente indagato  a livello scientifico e sistematico. Tra i precedenti si possono citare: I Cattolici di Bergamo nella Resistenza di Giuseppe Belotti (19189); la biografia di don Seghezzi di Zanchi Goffredo (2006), la pubblicazione del Diario di Bernareggi, ultima fatica di don Antonio Pesenti (2013) e soprattutto il prezioso dattiloscritto dei seminaristi teologi Borlini, Brignoli, Zambelli coordinati da mons. Roberto Amadei, Preti Bergamaschi nella Resistenza (1976).  Lo studio della Curtarelli è il completamento di questo saggio e si raccomanda per il vasto materiale riscoperto attraverso una minuziosa ricerca in molti archivi. Purtroppo alcuni parroci, o per disinteresse o per la paura di estranei, non hanno consentito all’autrice di fare sondaggi nei rispettivi articoli. Nonostante questo è emerso che una significativa minoranza del clero bergamasco è stata coinvolta a vario titolo da quei tragici avvenimenti ed ha dato un apporto decisivo alle organizzazioni resistenziali. Ad esempio sono stati due preti, don Arrigoni di Vedeseta e don Bonomelli di Brescia, in contatto con gli Alleati, ad evitare i già programmati bombardamenti di Como e di Bergamo. Lo studio permette di farsi un’idea dell’atteggiamento complessivo assunto dal mondo cattolico, clero e fedeli, nella Resistenza, che non fu certo marginale ed attendista, come sostengono autorevoli studi. In molte realtà parrocchiali la partecipazione sembra essere stata corale e conferma le conclusioni di G. Vecchio, che in Lombardia 1940-1945. Vescovi, preti e società alla prova delle Guerra (Morcelliana 2005), scriveva del ruolo essenziale svolto dal clero. L’opera della Curtarelli presenta pure il merito di ricostruire l’atteggiamento del clero bergamasco durante il Ventennio fascista e presenta i risultati di un’indagine sui preti antifascisti e schedati dalla polizia. Erano più di settanta, in gran parte ex-popolari, tra i quali figuravano le più autorevoli personalità del clero. I più anziani si erano nutriti delle idee del Cattolicesimo sociale della Rerum Novarum (1891) e furono promotori del Movimento Cattolico: tra di essi don Baronchelli, parroco di Pignolo, don Garbelli di Borgo S. Caterina, don Musitelli delle Grazie, don Vistalli di S. Alessandro in Colonna, don Carminati dell’Ufficio del Lavoro. Tutti aderirono al parti Popolare, fondato da Sturzo nel 1919; ad essi si ggiunsero don Agazzi del Seminarino, don Valoti e don Bepo Vavassori

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  1. Mi fa molto pacere, sapere che che ci sono ancora tanti studiosi che con fatica e passione ci mettono a disposizione le loro ricerche, certamente non per rinfocolare odi o divisioni…ma per rendere onore ai tanti
    “silenziosi” protagonisti e per dovere di verità. Mi auguro che ci si attivi per dare la massima diffusione!

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