Santa Teresa Verzeri: grande scrittrice e mistica, fondò la Congregazione delle Figlie del Sacro Cuore

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Una delle donne bergamasche più grandi della storia di Bergamo per essere stata la fondatrice di un istituto religioso e per essere stata anche una grande scrittrice per stile letterario e spiritualità. Il teologo don Divo Barsotti la definì anche una grande mistica. È Santa Teresa Eustochio Verzeri, fondatrice della Congregazione delle Figlie del Sacro Cuore, di cui è fresco di stampa il volume «Teresa Verzeri (1801-1852). “La santa Teresa dei nostri giorni”» (edizioni Glossa, Milano, pp. 296), 18° volume della collana «Studi e memorie del Seminario di Bergamo». Ne è autore monsignor Goffredo Zanchi, docente di Storia ecclesiastica nel Seminario bergamasco e alla Facoltà Teologica di Milano, che ha al suo attivo numerose pubblicazioni, fra cui le biografie del fondatore delle Orsoline di Gandino e della fondatrice delle Sacramentine. Il volume è una sintesi della poderosa biografia, scritta dallo stesso autore, «La luce di Dio nell’oscurità. Teresa Verzeri: vita e opere» (Città Nuova editrice, 2014, pp. 1.012). «Anche se in misura ridotta — precisa monsignor Zanchi — questa biografia presenta nelle note un apparato scientifico, perché non intende figurare come opera prettamente divulgativa, ma di effettiva ricerca con le necessarie giustificazioni di quanto affermato».

Teresa Verzeri nasce a Bergamo il 31 luglio 1801 in una famiglia aristocratica. Entra tre volte nel monastero benedettino di Santa Grata in Città Alta per poi uscirne: la prima perché troppo giovane; la seconda per tentare di guidare una scuola per ragazze povere al Gromo, aperta dal canonico Giuseppe Benaglio, esponente del Collegio Apostolico e una delle figure più prestigiose del clero bergamasco dell’epoca; la terza volta, definitiva, per dare inizio, l’8 febbraio 1831, alla Congregazione delle Figlie del Sacro Cuore insieme al Benaglio. Il progetto è una sintesi fra contemplazione e impegno nel mondo con l’alfabetizzazione delle ragazze povere, uno dei bisogni più avvertiti dell’epoca. I promettenti esordi vedono però l’opposizione del vescovo Carlo Gritti Morlacchi, forse motivata dalla sua linea teologico-pastorale tardogiansenistica che si discostava da quella gesuitico-romana in cui si riconosceva la maggioranza del clero bergamasco. Infatti dice alla Verzeri di «non esservi bisogno di nuovi ordini religiosi, dato che la Diocesi ne era già sufficientemente provvista». Teresa Verzeri si vede costretta a trasferire la casa madre a Brescia, facendo conoscere la sua pedagogia educativa che si compendia nella dolcezza. Le Costituzioni sono approvate definitivamente da Pio IX nel 1847. Dopo una vita tanto combattiva, Teresa Verzeri si spegne cinquantenne il 3 marzo 1852 a Brescia. Nel 1854, con il nuovo vescovo Pierluigi Speranza, la casa madre torna al Gromo di Bergamo Alta. Pur con la mole di documenti, monsignor Zanchi sottolinea che c’è ancora molto da indagare sulla Verzeri, che don Divo Barsotti definì «una grande mistica», anche quando visse l’esperienza dell’assenza di Dio, la stessa che sperimentò Santa Teresa di Calcutta

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