Dabiré, richiedente asilo dal Burkina Faso a Treviglio: “La preghiera mi ha sostenuto nei momenti difficili”

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Il Sabato Santo sarà un giorno speciale per alcuni richiedenti asilo ospitati in Bergamasca: riceveranno il sacramento del Santo Battesimo. Dabiré Gnimbelai, 25 anni, del Burkina Faso, è tra questi ragazzi ed è a dir poco emozionato e felice: “È un giorno importante per me: aspettavo questo momento da anni. La mia famiglia è cristiana, ma non sono stato battezzato. Mio padre diceva che era meglio aspettare quando sarei stato più grande e consapevole di questo passo, ma purtroppo è morto quando avevo 12 anni e poi ci sono stati altri problemi”. Dabiré si trova ora nel Centro di accoglienza di Treviglio, gestito dalla Cooperativa Ruah: in Italia è arrivato il 25 ottobre del 2016, dopo un viaggio in mare di quattro giorni dalla Libia. “I miei genitori sono originari del Burkina Faso – racconta -, ma si erano trasferiti per lavoro in Costa D’Avorio, dove sono nato e cresciuto”. Dopo la morte del padre, un amico di famiglia gli promette che gli avrebbe garantito di proseguire gli studi e così lo segue in un’altra città, ritrovandosi invece a lavorare nei campi per tre anni. Nel 2010, a seguito delle elezioni presidenziali, cominciano i problemi nel Paese, che porteranno poi alla guerra civile; contatta la madre e decidono di ritornare insieme in Burkina Faso. Si danno appuntamento in una città vicina al confine, ma per un mese Dabiré aspetta invano. Incontra un signore nigeriano, che saputa la situazione lo aiuta e gli offre un lavoro come piastrellista. In Niger rimane per quasi tre anni, poi gli viene offerto lo stesso lavoro in Libia, così si sposta di nuovo. Rimane lì per qualche anno, ma la situazione politica non è delle migliori così decide di salire su un barcone e tentare la traversata del Mediterraneo. Passerà quattro giorni in mare prima che arrivino i soccorsi. Viene portato a Taranto, da lì a Grumello del Monte, poi a Roncobello e infine arriva al centro di accoglienza di Treviglio. “In questi anni andavo sempre in Chiesa e pregavo Dio di aiutarmi ad arrivare un un Paese dove poter essere tranquillo e al sicuro”. A Roncobello incontra don Renato Villa, il parroco del paese, e insieme ad altri ospiti del centro di accoglienza gli parla del suo desiderio di essere battezzato. “Ha detto che era un piacere per lui che avessimo scelto di intraprendere questo cammino e che era disponibile ad aiutarci a seguire questa strada. Ci ha aiutato a trovare dei volontari che ci faranno da padrino o madrina”. A fare da madrina a Dabiré sarà Claudia, insegnante e volontaria della Cooperativa Ruah. Per prepararsi a questo giorno importante, Dabiré insieme agli altri tre ragazzi (Cristian dalla Costa d’Avorio, Andrew dalla Nigeria e Rodrigo dal Camerun) sta facendo degli incontri preparatori con il parroco. “Ringrazio la Cooperativa Ruah che mi ha aiutato molto e tutti i volontari che si sono resi disponibili per starci vicino in questo momento importante e che mi hanno aiutato a fare questo cammino: li tengo sempre nel cuore”.

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