Il cammino di 23 catecumeni: il battesimo non è solo “una cosa da bambini”

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Il battesimo non è soltanto “una cosa da bambini”. Con il primo dei sacramenti i genitori fanno ai figli il dono della fede: e per tradizione accade subito, nei primi mesi di vita; ma il mondo, la società, le modalità di pratica religiosa stanno cambiando velocemente. Se nelle parrocchie con il calo della natalità diminuisce anche il numero dei bambini che partecipano al cammino di iniziazione cristiana, cresce invece il numero degli adulti che si convertono: «Sarà la sfida del futuro – commenta don Andrea, direttore dell’ufficio catechistico diocesano – ci saranno sempre più adulti che chiederanno il battesimo, per molte ragioni, inclusi i cospicui flussi migratori. La preparazione coinvolge direttamente le comunità parrocchiali in cui queste persone sono radicate».
C’è chi si sente “contagiato” e attratto da qualche cristiano che ha incontrato, chi si avvicina alla fede grazie ai figli, chi riflettendo su di sé e sulla vita a un certo punto sente il bisogno di darle un senso nuovo. E’ quello che è accaduto, in tanti modi diversi, ai 23 catecumeni che da due anni nella nostra diocesi stanno seguendo un cammino di formazione e che nella veglia di Pasqua con il vescovo Francesco Beschi riceveranno il sacramento del battesimo. E’ un percorso che segna profondamente, che “cambia la vita” di chi lo compie, come si legge nelle testimonianze che vi proponiamo in questo dossier. Un segno e una testimonianza forte non soltanto per gli stessi catecumeni e per le loro famiglie ma per l’intera comunità cristiana: i catechisti che li hanno preparati, le loro parrocchie di provenienza, i padrini e le madrine che li hanno accompagnati e sostenuti. Il loro esempio riporta tutti alle origini dell’adesione al Vangelo, a una scelta di vita, a uno stile che si rinnova in ogni azione quotidiana. I catecumeni arrivano da molti posti diversi: dall’Albania, dalla Nigeria, dall’Albania, dal Congo, oppure sono giovani nati da genitori di “coppie miste”, di religioni diverse. La loro gioia, la loro passione, le loro domande rappresentano un’occasione per tutti per rimettersi in discussione, per riaccendere il desiderio di conoscere, approfondire, ritrovare il senso del proprio cammino e restituire concretezza a parole come “missione” ed “evangelizzazione” che spesso sembrano restare solo sulla carta.

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