Padre Pio: padre Marciano, “un nonno” a servizio dei bisogni concreti della gente

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Padre Pio? “Un nonno”, che in tempo di guerra si preoccupa prima di tutto di far mangiare i futuri frati. Il futuro Francesco? “Ho pensato subito: dovrebbe fare il Papa”. Padre Marciano Morra, 89 anni, è stato amico di Padre Pio e suo confratello nel convento dei cappuccini di San Giovanni Rotondo. Il 17 marzo, incontrerà di nuovo Bergoglio, che ha conosciuto da cardinale a Buenos Aires quando è stato chiamato ad illustrare al futuro Papa argentino la spiritualità dei Gruppi di preghiera ispirati dal frate di Pietrelcina. In questa intervista, padre Marciano traccia a ruota libera e senza retorica il ritratto di un frate santo che ha avuto il privilegio di conoscere da vicino.

Concretezza. Mentre parla, padre Marciano ha ancora negli occhi e nel cuore il primo, fortunoso incontro con Padre Pio. Era tempo di guerra, mancavano la luce elettrica, il cibo, i treni. Finito il ginnasio, doveva passare a Morcone per il noviziato, e il suo superiore gli propone di andare prima a San Giovanni Rotondo e conoscere Padre Pio: “Lo abbiamo raggiunto con mezzi di fortuna: un camion americano, con un tendone sotto il quale si sentiva il gas del tubo di scappamento”. Entrato nel convento, l’incontro con Padre Pio è nel corridoio:

“Mentre stavamo parlando, passa l’economo e Padre Pio gli dice: ‘Mi raccomando, falli mangiare bene, questa è carne da crescere!’. La concretezza, prima di tutto. Padre Pio alzava la voce, gridava, negava l’assoluzione: è tutto vero, ma non era matto!”.

Ci vogliono le motivazioni, sottolinea padre Marciano, che le spiega con un aneddoto: “Bisogna distinguere tra Padre Pio in Chiesa e Padre Pio negli altri luoghi all’interno del convento. In chiesa facilmente alzava la voce. La chiesa era riservata alle donne, la sagrestia agli uomini. Dalla porta della sagrestia, dove stavano gli uomini, doveva attraversare il centro per arrivare in fondo alla chiesa, dove c’erano le donne, che lungo il tragitto gli si accalcavano intorno, alcune di loro con le forbici, per tagliuzzare un lembo della veste. Padre Pio aveva paura che gli calpestassero i piedi, e urlava: ‘Questo è fanatismo, siete pagani!’”. “Quando si accorgeva di aver esagerato, correva subito ai ripari”, testimonia padre Marciano raccontando di quel giorno in cui Padre Pio perse la pazienza con padre Tarcisio, un frate mingherlino che – a turno con i suoi confratelli – era stato incaricato dal superiore di proteggere il frate di Pietrelcina mentre percorreva il suo consueto tragitto: “Non sei bono a niente!”, l’esclamazione mentre il povero fraticello veniva sballottato dalla folla. “Veditela tu”, la reazione del malcapitato. Subito dopo, però, finite le confessioni Padre Pio è andato in sagrestia per chiedere scusa a padre Tarcisio: “Non te la prendere, mi è scappato!”. E dalla scatola della Magnesia San Pellegrino ha tirato fuori il tabacco da fiuto – “la pizzicata” – per fargliene omaggio.

Dal deserto una città. “Quando Padre Pio era vivo, migliaia e migliaia di persone venivano da ogni parte del mondo perché volevano vedere le Stimmate. Ora vengono per capire la sua vita di offerta, di preghiera, il suo stare in confessionale fino a 16 ore al giorno”. Nell’attualizzarne la figura, padre Marciano torna alle origini: quando Padre Pio è venuto a San Giovanni Rotondo, era un fraticello malato, salito su una montagna, dove anche gli alberi avevano paura di crescere a causa della bora, per vivere in un convento diroccato che era stato chiuso per due secoli e riaperto solo 16 anni prima. Non c’era anima viva.
“Nella sua vita e con le sue opere, Padre Pio ha dimostrato come da un deserto possa fiorire la città”.
Il convento era a tre chilometri dal paese, e la gente, quando arrivava con molte difficoltà, non poteva ritornare: molti partivano alle quattro del mattino per assistere alla messa e dormivano sotto gli alberi. Così Padre Pio ha cominciato a costruire alberghetti, poi alberghi: oggi San Giovanni Rotondo gode i frutti di uno sviluppo voluto da lui per venire incontro alle esigenze della gente. Prima il paese moriva di fame, non c’era lavoro, non c’era niente. Poi per impulso di Padre Pio è nata Casa Sollievo, e si sono costruite le scuole: oggi per frequentare la scuola professionale ministeriale vengono da tutta la provincia di Foggia e anche oltre.

A Buenos Aires. Mancano ormai pochi giorni alla visita di Papa Francesco, e padre Marciano ripensa ai quei giorni a Buenos Aires, nel 2002 – e poi due anni dopo, nel 2004 – quando da segretario dei Gruppi di preghiera di Padre Pio, insieme al vicedirettore, mons. Giuseppe Ruotolo, è stato invitato da Bergoglio, che voleva “rendersi conto della validità” della spiritualità dei molti gruppi che si erano creati in Argentina. “Ci ha ricevuto in una stanzetta 6 metri per sei, un tavolo e cinque-sei sedie in tutto. Abbiamo cominciato a parlare, e col suo modo di parlare così familiare, così bello, ha fatto cadere ogni tensione: abbiamo riso e scherzato come vecchi amici. Ho subito pensato: questo dovrebbe fare il Papa”. Quanto alla visita ormai imminente, padre Marciano in attesa di riabbracciarlo ipotizza: “Il Papa ci incoraggerà. In pochi anni abbiamo avuto la gioia di avere tra di noi tre papi: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e ora Papa Francesco. La nostra è una terra benedetta”.

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