CRE. Uno stile inimitabile

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Domenica 8 Aprile. Partecipo insieme ai coordinatori e ai responsabili del CRE di Grumello e Telgate alla presentazione del CRE 2018 in Seminario. È la prima volta che la Diocesi propone una presentazione più a misura degli addetti ai lavori, nella quale l’Ufficio Pastorale dell’Età Evolutiva, avvalendosi di diverse persone competenti di specifici settori, ha permesso a chi avrà il compito importante di avviare e muovere la “macchina” del CRE di entrare in profondità nelle questioni spirituali, educative e di utilizzo dei diversi strumenti che vengono messi a disposizione delle comunità.

Dal mio punto di vista, una “prima” ottima: equilibrio efficace tra la serietà del momento di presentazione e momenti nei quali si è presa confidenza con alcuni assaggi dell’inno, dei balli ecc.

Il vescovo Francesco. “Lo stile dell’amore di Dio per l’uomo”

Tuttavia, al centro della mia riflessione vorrei collocare  il breve ma intenso intervento del Vescovo Francesco. Ciò che mi ha colpito, in particolare, è stato un passaggio della sua riflessione, collocata dopo la lettura di un passo del Vangelo di Giovanni e prima della benedizione invocata su di noi e sulle comunità nelle quali prestiamo il nostro servizio. Il Vescovo ha sottolineato il fatto che il CRE può essere imitato, un modello simile al nostro potrà anche essere svolto da altri che faranno anche meglio di quanto noi riusciamo a proporre, ma lo stile del CRE resterà inimitabile. Perché? Perché lo stile del CRE è lo stile dell’amore, di quell’amore con il quale Gesù Cristo ama ogni persona. Lo stile da imparare e da coltivare è quello di Gesù, dell’amore di Dio per l’uomo.

Il motivo per scegliere il CRE è la comunità stessa

Questo breve ma intenso discorso mi ha dato gioia. Più volte, in questi ultimi anni, mi sono chiesto anch’io perché un genitore oggi dovrebbe scegliere il CRE quando ci sono, in alternativa, proposte organizzate da altri enti, che possono garantire una qualità di servizi e proposte di livello decisamente migliori di quelle di un Oratorio. Mi sono sempre risposto, condividendo con la gente delle mie comunità la mia posizione, che il primo motivo per cui manderei i ragazzi al CRE dell’Oratorio è proprio la comunità stessa. In quelle settimane, è la comunità cristiana, con i suoi volontari, mamme e papà, nonni e nonne, con i suoi giovani che ritagliano tempo tra gli esami universitari o nel lavoro, con i suoi adolescenti che imparano la responsabilità, a prendersi cura dei più piccoli. Mentre dico grazie al Vescovo delle sue parole cariche di fiducia a speranza verso di noi, ringrazio di cuore chi, insieme a noi don, già da tempo sta lavorando perché il CRE 2018 viva quanto il suo titolo propone: ALL’OPERA, Secondo il Suo disegno.

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