La risata nella notte: una fiaba racconta il restauro dell’organo Antegnati di Almenno San Salvatore

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“All’inizio aveva udito solo un sospiro, poi una nota più acuta, infine il suono sordo di una risata soffocata”: c’è una delicata, curiosa mescolanza di storia e di mistero al centro de “La risata della notte” di Emanuela Nava, con le illustrazioni di Paolo D’Altan (Carthusia). Non solo una fiaba, ma un progetto di divulgazione nato per far conoscere ai bambini la storia appassionante dell’ organo Antegnati della Chiesa di San Nicola ad Almenno San Salvatore, “ferito dal tempo e dalla noncuranza degli uomini e rinato nel 1996 dopo un meticoloso restauro”; la realizzazione di un sogno, frutto dell’opera di un comitato che da allora si impegna in numerose iniziative per valorizzare questo prezioso strumento. Una di esse è questo libro “a fisarmonica”, che si apre per mostrare le belle illustrazioni di Altan, con un sapore antico, come se fossero narrate in un affresco sviluppato su una lunga parete. La storia è costruita su misura, per stuzzicare la curiosità dei più piccoli: Luigi si è trasferito con la sua famiglia in un antico convento, ed è lì che un giorno gli capita un’avventura fantastica, in cui lo accompagnano le amiche Etta e Nora: incontra il fantasma di Costanzo Antegnati, vissuto tra il 1500 e il 1600, artigiano che costruiva organi e fine musicista. Costanzo fa scoprire a Luigi il fascino di quell’organo, uno strumento antico, prezioso e dimenticato al punto che ormai “è muto”, e il valore della musica, perché “senza la musica nessuna anima torna al cielo”. Così l’autrice racconta luoghi e fatti da una prospettiva diversa, molto coinvolgente. A completare la narrazione sono poi alcune schede “didattiche” dove si trovano, narrate con linguaggio piano e scorrevole, la storia della Chiesa di San Nicola, il progetto del restauro, qualche cenno della storia dell’organo Antegnati di San Nicola e della biografia di Costanzo Antegnati. Il libro è insieme un albo fatto con grande cura e con un indubbio valore estetico, e uno strumento prezioso di valorizzazione del patrimonio storico e artistico del territorio. Un esempio da seguire.

(Nella foto di apertura un particolare delle illustrazioni di Paolo d’Altan)

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