Non solo storie per bambini: Esopo, il Piccolo Principe, Mary Poppins e Alice parlano anche agli adulti

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Questi agitati giorni stanno ribadendo la centralità dei ragazzi nella nostra vita. E non si tratta solo di giovanilismo. La manifestazione di Washington in cui mezzo milione di giovani ha detto no contro l’inflazione di armi e di omicidi, il pre-sinodo della Chiesa Giovane, la fiera del libro per ragazzi a Bologna, si sommano ad una serie di narrazioni che talvolta richiamano antiche storie. Le storie che pensavamo buone solo per bambini, al massimo ragazzini adolescenti. Eppure Esopo e Fedro ci avevano messo in guardia: attenzione, ci dicevano con i loro lupi e le loro rane, non vogliamo aiutarvi a far addormentare i vostri pargoli, ma a farvi capire che i comportamenti umani possono essere modificati attraverso il piacere di una storia apparentemente infantile. Le fiabe, ad esempio, che nascondono dietro principi, regine cattive, re morti prima del tempo e bambine fuggitive l’iniziazione alla vita, alla sessualità, ai conti con il lutto e con le scelte dolorose. E alcune famose narrazioni scambiate per storie da bambini, e che in realtà andrebbero lette – e meditate – dagli adulti per riscoprire se stessi e capire i problemi dei figli, come aveva profetizzato Giovanni Pascoli: mica uno qualsiasi, ma un maestro del Novecento. Ed ecco che il Piccolo Principe del valoroso combattente dei cieli, Antoine de Saint-Exupéry, si rivela non la storia di una ostinazione infantile, ma l’invito di chi ci è passato ad accettare la perdita, ad elaborare il lutto e a continuare a cercare, sempre. Scoprendo che colui che doveva imparare dall’adulto la lezione, a sua volta aveva molto da insegnare al più grande. Per non parlare del Pinocchio di Carlo Lorenzini, in arte Collodi, che nasconde dietro un’apparente leggerezza che anima bestie e cose, la necessità del rito di passaggio dal bambino all’adulto, a quella piccola morte che permette di superare i lutti e le mancanze e a far nascere un io più maturo. Non è un caso che sia il legno, la stessa materia della croce, alla base della trasformazione, che è anche sacrificio di una parte di sè. E come non tener presente un mito moderno, Mary Poppins, divenuto celebre grazie all’omonimo film disneyano (che però ci ha nascosto molte cose del racconto), romanzo di Pamela Lyndon Travers, che in realtà si chiamava Helen Lyndon Goff, che nasconde la sofferenza per un papà alcolizzato e morente, una mamma depressa e la necessità di diventare adulta per raccontare ai fratelli una storia che li tenesse abbarbicati alla vita. Nel romanzo la più famosa tata al mondo mostra una strana familiarità con gli animali, anche i più feroci, come se fosse una antica divinità dei boschi che porta lo spirito della rinascita in una casa altrimenti votata al lutto.
Anche Alice nel paese delle meraviglie è l’allegoria del viaggio nella vita e dell’incontro con il potere fine a se stesso, con l’apparente non-senso che però nasconde la capacità della nostra fantasia di mettere un ordine laddove sembrerebbe non esisterne, per non parlare dei piccoli eroi di Mark Twain, altro pseudonimo marinaresco dietro il quale si nasconde Samuel Langhorne Clemens, come Tom Sawyer e Huckleberry Finn che devono fare i conti con l’ingordigia, la delinquenza, lo sfruttamento che si nascondono dietro il mito americano.
Da questi pochi esempi si intuisce che non esiste in realtà una letteratura esclusivamente per ragazzi. I veri libri sono narrazioni che affrontano il mistero della vita come un’avventura che coinvolge tutti noi: ci fanno capire come le storie per ragazzi nascondano chiavi per curare il mondo, talvolta incomprensibile, dei “grandi”.

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