L’oratorio del Seminarino: un luogo per tessere legami, dove ognuno trova il suo ruolo

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L’oratorio ha sede al Seminarino, in via Tassis: “Da circa vent’anni – ricorda don Fabio – è diventato la sede dove convergono tutte le attività di catechesi dei bambini e dei ragazzi di Città Alta. Gli oratori di Borgo Canale e di Sant’Andrea si sono quindi progressivamente svuotati e sono ora in attesa di una nuova destinazione”. Da qualche tempo non c’è più il curato e in questo momento a coordinare le attività sono due seminaristi, Glauco Grazioli e Mattia Suardi, con un gruppo di volontari e catechisti (una ventina, con una prevalenza femminile), più un educatore, Marco Sala. “Abbiamo appena iniziato il percorso formativo per creare l’équipe educativa – spiegano i seminaristi -. Certo si sente la fatica di tessere legami attraverso un territorio un po’ dispersivo, in cui la formazione dell’unità pastorale è molto recente. Manteniamo una forte connessione tra l’oratorio e il Seminario”. L’oratorio di Città Alta non è un luogo di passaggio: “Bisogna venirci apposta – osserva Marco Sala -. I ragazzi più grandi, che non frequentano più la catechesi, arrivano soprattutto per giocare nei campi sportivi, ma a modo loro finiscono per mettersi a servizio della comunità, anche solo con piccoli gesti come coinvolgere i più piccoli nelle partite oppure offrire ascolto e attenzione alle persone con disabilità”.

Il giorno stabilito per la catechesi è il mercoledì: sono coinvolti 180 ragazzi dalla seconda elementare alla seconda media. “Una quarantina – osserva don Fabio – vengono da fuori ma frequentano l’oratorio, perché i loro genitori lavorano qui oppure perché ci abitano i nonni. Nei giorni feriali ci sono attività di gioco ed è aperto il bar”.

Un’attenzione particolare è riservata all’inclusione dei disabili nella vita dell’oratorio e in generale della comunità, “Cerchiamo di affidare loro – sottolinea Marco Sala – incarichi e responsabilità commisurate alle loro possibilità: al bar, nella segreteria dell’oratorio, al Cre e così via, in collaborazione con la cooperativa il Solco”. L’educatore fa anche animazione “di strada”. Alcuni allievi di elementari e medie (una quindicina) partecipano allo spazio compiti aperto per quattro giorni la settimana, gestito da una coordinatrice, due educatori (grazie a una donazione della Fondazione Azzanelli Cedrelli) e alcuni volontari, con il sostegno della Cooperativa sociale di Città Alta.

All’interno dell’oratorio trova spazio anche l’attività della compagnia “TeatroSì” specializzata in musical, con una quarantina di attori tra gli 11 e i 70 anni, che opera in una forte logica di inclusione: ne fanno parte a pieno titolo alcune persone disabili, accolte e valorizzate in base a ciò che possono esprimere. La sensibilità sociale si esprime anche nella messa in scena di spettacoli come la “Blind Odessy”, un’Odissea che prevede un pubblico ipovedente o bendato e che stimola tutti i sensi degli spettatori tranne la vista, e nell’attuazione di laboratori dedicati all’inclusione nei diversi quartieri della città. Nel video lo racconta la fondatrice e regista Irma Gervasoni.



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