Le nuove geografie del lavoro: quindici giorni di incontri e approfondimenti con le Acli di Bergamo

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«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro». Dal 1948 il primo articolo della Costituzione ricorda a tutti i cittadini italiani l’importanza del lavoro ed è proprio da qui che bisogna ripartire secondo il presidente delle Acli di Bergamo, Daniele Rocchetti.
«Il lavoro – spiega il presidente – è un architrave costituzionale e, come tale, bisogna attribuirgli la giusta importanza. Oggi ci troviamo davanti a una vera e propria emergenza nazionale in cui, oltre ad arginare il problema economico, dobbiamo confrontarci anche con un declino antropologico e culturale dell’ambito lavorativo».
Da più di settant’anni le Acli lavorano attorno a temi riguardanti lo sviluppo sociale e il lavoro che sono delle cartine di tornasole preziose per la misura della qualità della vita umana. Oggi come in passato, il lavoro rappresenta una dimensione fondamentale ed è importante rimettere al centro questa grande tematica con una strategia politica che sia al servizio del mondo lavorativo e consapevole della necessità di rinnovamento avvertita in tutto il Paese.
Per queste motivazioni, le Acli di Bergamo propongo la quarta edizione del percorso «15 giorni del lavoro» con il titolo «Le nuove geografie del lavoro». Questa serie di incontri sarà composta da diciannove tappe che si terranno dal 13 aprile all’11 maggio in tutta la provincia di Bergamo. Il percorso sarà scandito da film, riflessioni, visite guidate, momenti di preghiera e argomenti d’attualità che condurranno alla festa del Primo Maggio. Tra le tappe più significative troviamo i due incontri del 13 e del 18 aprile sul tema della precarietà lavorativa, il 26 aprile verrà affrontato il tema del caporalato con un confronto tra nord e sud Italia, il 27 aprile si parlerà di welfare aziendale ed infine ci saranno delle visite guidate a diverse cooperative come “Oikos” di Villa d’Almè e “I Raìs” di Dossena.
“Il percorso proposto – prosegue Daniele Rocchetti- si svilupperà partendo da quattro aggettivi riguardanti il lavoro che sono libero, creativo, partecipativo e solidale come già annunciato alla Settimana Sociale dei cattolici italiani tenutasi a Cagliari l’ottobre scorso. Per lavoro libero si intende il totale smantellamento di ogni forma di schiavitù, illegalità e sfruttamento. Il lavoro dev’essere anche creativo in quanto luogo in cui ciascuno possa dare il meglio di sé dentro a un’idea d’innovazione. Il lavoro è partecipativo perché è necessario essere consapevoli che non esiste economia senza contributo umano. Infine, il lavoro è anche solidale, cioè capace di riconoscere che le relazioni di reciproco rispetto e alleanza sono alla base di ogni sviluppo.”
Oltre alle macro tematiche sopracitate, il percorso “15 giorni del lavoro” porrà l’accento su situazioni molto attuali come ricorda Giorgio Caprioli, consigliere di presidenza con delega al lavoro delle Acli di Bergamo.
“I dati che riscontriamo ogni giorno delineano un quadro generale in cui il lavoro è in una fase di trasformazione rispetto a trent’anni fa. Oggi è necessario un approccio diverso e il percorso che avrà inizio il 13 aprile punta a mettere in luce e a chiarire un argomento delicato come quello della precarietà giovanile. La preoccupazione più grande della suddetta situazione è la qualità del lavoro in quanto è in continuo aumento il lavoro dequalificante e malpagato in tutta Italia. Ciò causerebbe anche un’influenza psicologica negativa sull’individuo vista la mancata valorizzazione del lavoro svolto.”
Data l’evidente emergenza in corso e i continui cambiamenti nell’ambito lavorativo, le Acli di Bergamo puntano a creare una finestra di dibattito tramite il percorso “15 giorni di lavoro – Le nuove geografie del lavoro” per poter migliorare passo dopo passo un mondo lavorativo complicato e difficile da comprendere, ma in cui si impegnano da tempo con dedizione e passione.

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