La crisi politica e l’eccesso di zelo di alcuni cattolici. Sommesso parere dal monastero

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Ho un amico che in questi giorni di grandi turbolenze politiche sostiene ferocemente la Lega di Salvini, ma non per motivi politici ma, in qualche modo, teologici. È convinto che la chiesa deve essere difesa dalla politica contro l’Islam e contro il mondo intero. Non pensi che in un periodo di crisi certi cristiani contribuiscono a rendere più grave la crisi con un eccesso di difesa? Gianni

Credo, proprio di sì, caro Gianni! Lo zelo di certi cristiani nel volere a tutti i costi di farsi paladini del cristianesimo diventa paradossalmente una controtestimonianza alla fede cristiana, che non fa onore nemmeno alla Chiesa. Non voglio entrare in merito alle grandi turbolenze politiche di questi giorni, ma evidenziare che certi atteggiamenti eccessivamente “zelanti” infliggono alla comunità cristiana ferite profonde, ostacolando il suo impegno di annunciare il Vangelo.

Dio non ha bisogno di e essere difeso

La Chiesa non ha bisogno di essere difesa da nessuno, se non dalla mentalità mondana che intacca tutto alla radice; nemmeno Dio ha urgenza di essere difeso, quanto piuttosto di essere annunciato e testimoniato come Padre buono che ama e ha cura di ogni suo figlio, di ogni razza, cultura e fede. Assumere unatteggiamento di difesa è segno che si considera l’altro un nemico e non un fratello. All’origine di determinate prese di posizione non vi è un motivo teologico, ma tanta paura del diverso, di altre religioni, dell’Islam, del mondo intero,… Allora si innalzano scudi e barricate che allontanano e dividono. L’ostilità dinanzi alla diversità di cultura e religione non è certamente un frutto dello Spirito santo e non è una testimonianza evangelica, ma deturpa il vero volto di Dio che Gesù è venuto a rivelarci; l’altro, sempre diverso da noi, non è una minaccia e un pericolo. L’impatto tra culture e religioni diverse non è facile; armonizzare le ricchezze proprie di ogni fede e cultura è la sfida che oggi tutti siamo chiamati ad affrontare.

San Francesco e noi

Penso a  Francesco d’Assisi e al suo modo di rinnovare e difendere la Chiesa: mosso dall’evangelica volontà di aiutarla a ritrovare la sua genuina identità, si è lasciato coinvolgere in prima persona, percorrendo un serio e radicale cammino di conversione. Così ha contribuito a rinnovare e a dare un volto nuovo ed evangelico alla Chiesa del suo tempo.

La nostra storia di oggi, così travagliata e complessa, chiede ai credenti in Cristo di essere suoi umili e miti testimoni, capaci di rendere ragione della speranza che li abita non con proclami e dichiarazioni di disapprovazione e di biasimo e di violenza verbale, ma con una vita che profuma di Vangelo.

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