I bambini e la magia di inventare favole, con il profumo dei libri e un pizzico di fantasia

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Il profumo. E’ la prima cosa che mi colpisce di loro. Non la copertina, non il numero di pagine, non l’autore, non la trama. Il profumo dei libri. E’ qualcosa che mi cattura sin da quando ero piccola. Quando mi regalavano un libro lo aprivo, avvicinavo il naso alle pagine e lo sfogliavo velocemente. Un rito iniziatico, forse. Non so esattamente di cosa si trattasse. Era un po’ come se solo così io fossi poi pronta a immergermi nel mondo che quel libro stava per aprirmi, nelle storie che mi avrebbe raccontato, nelle nuove prospettive che mi avrebbe spalancato.

E per me bambina quello era un momento magico. Adoravo i libri. Mia madre, mio padre, mia zia, avevano saputo avvicinarmi al piacere per la lettura nel modo migliore. Narrandomi favole, leggendole con me, portandomi in biblioteca e in libreria, regalandomi libri stimolanti, senza mai obbligarmi a far nulla. Se ti piace lo leggi, altrimenti, semplicemente, non siete fatti l’uno per l’altra. Ma sappi che ogni libro saprà regalarti qualcosa.

Riscoprire le stesse emozioni negli occhi dei propri figli è splendido. I miei bambini in realtà approcciano i libri in modo molto più pratico. Chissenefrega del profumo, non stare a farci troppa poesia attorno, dacci ‘sto libro e lasciaci in pace. Notare che i miei figli hanno tre e quattro anni e non sanno leggere. Ma i libri li divorano, a modo loro. Si siedono uno accanto all’altra, uno dei due dice “Ora leggo io”, apre il libro e la magia comincia.

La storia cambia ogni volta, i personaggi prendono vita in modo inaspettato grazie a dettagli e colori, la trama è assurda e seguirne il filo conduttore è davvero un’impresa. Ma tra loro, incredibilmente, i fratelli si capiscono. Chi ascolta è pronto a stupirsi, a porre domande, a incalzare. Chi narra butta uno “sccc” ogni tanto per ribadire l’importanza del ruolo, ma si lascia consigliare e la trama è pronta a trasformarsi ancora e ancora. Il libro finisce, nessun problema. Ora i ruoli si invertono, tocca a te raccontare e a me ascoltare.

Mentre li osservo penso che davvero un libro è molto più di un libro. Un bel giorno impareranno a leggerlo, scopriranno che ogni pagina contiene un tot di parole, personaggi più o meno ben definiti, uno sviluppo. Ma la loro fantasia…beh, quella resterà il grande valore aggiunto. Interpreteranno a modo loro, vivranno ogni storia in base alle sensazioni del momento. E spero che il legame che li unisce resterà sempre così forte. Tanto da superare ogni frase prescritta, tanto da immaginare mondi che solo loro potranno vivere, tanto da scrivere libri a quattro mani. Folli e unici nel loro genere, magicamente capaci di trasformarsi e di cambiare ogni volta.

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